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La Maddalena. Povera spesa

La Maddalena. Povera spesa.

Continuando l’analisi della situazione economica maddalenina non si può fare a meno di verificare i dati relativi ai consumi alimentari, il cui andamento può essere considerato come una spia di allarme della situazione attuale. Per valutare la situazione abbiamo chiesto ad alcuni operatori del settore come dal comportamento dei loro clienti, percepiscono la crisi. La risposta, purtroppo, è praticamente la stessa in tutti i casi. Principalmente è venuta a mancare la capacità di spesa. Il dato rilevato è la diminuzione del valore dello scontrino medio battuto.  Si tratta di un decremento che si aggira attorno ai 2 euro, una piccola cifra che però moltiplicata per il totale dei clienti annuali può arrivare a più di 300 mila euro di minori incassi, che, sotto forma di guadagno netto, in alcuni casi, equivalgono ad un anno di affitto dei locali. Ecco come alcuni di loro vivono la situazione. “Effettivamente abbiamo registrato un calo – ha dichiarato Massimo Pirredda del Supermercato Nonna Isa – che ormai va avanti da qualche anno. Il cliente riempie sempre meno il carrello e compra solo il necessario, a volte anche giorno per giorno. Abbiamo registrato un piccolo calo nella media scontrino battuto, durante il periodo invernale, ma in estate, forse anche per la presenza dei turisti, tale dato risulta praticamente uguale per gli ultimi tre anni”.  Per Gianni Fadda del Supermercato Sisa “la presenza dei clienti nel punto vendita non è diminuita. Il problema è che si è abbassata notevolmente la media scontrino e, di conseguenza, si sono abbassati anche gli incassi. Secondo me – ha proseguito Fadda –  la cosa più grave è che le persone stanno mangiando di meno”. Praticamente si è passati dalla spesa settimanale a quella giornaliera ed ora anche in quella giornaliera si comincia a risparmiare ulteriormente. “Esattamente. È cambiato il modo di acquistare. Ora – ha continuato – magari aiutati dal bel tempo, fin’ora qualcuno ha potuto mangiare ancora pane e mozzarella, oppure acquista come frutta il melone in offerta, piuttosto che le primizie di stagione. Ormai le persone tendono ad acquistare il minimo indispensabile e, a volte, tendono a rinunciare completamente all’acquisto. C’è una ricerca spasmodica delle offerte. I volantini – ha spiegato Fadda – vengono usati come dei navigatori per spostarsi all’interno del supermercato. Purtroppo questo condiziona anche l’approvvigionamento delle merci in quanto alcune referenze, non vengono neanche ordinate perché altrimenti rimarrebbero fino alla scadenza sugli scaffali. È anche vero però – ha concluso – che a volte le offerte rassicurano la clientela durante l’acquisto”. “Oggi registriamo l’afflusso dei clienti in concomitanza con il periodo di pagamento degli stipendi o delle pensioni” ha dichiarato Gabriella Pinna, dei Supermercati Sigma e Despar. “In quel momento il cliente fa la spesa importante e poi, successivamente, acquista strettamente il necessario. E lo si nota dalla tipologia di spesa.  Stiamo registrando un aumento, rispetto agli anni scorsi, della vendita di cipolle, patate e legumi in genere, mentre, di contro registriamo un calo nei generi non indispensabili come ad esempio i cioccolatini o i dolciumi in genere. I militari, per esempio – ha proseguito – un tempo preferivano acquistare i prodotti semilavorati, un po’ sfiziosi, per la cui preparazione bastava una semplice padella. Ora, per risparmiare, preferiscono acquistare la materia prima e cucinarla. Questa crisi ormai va avanti da diversi anni. Noi abbiamo deciso di affrontarla abbassando in determinati periodi dell’anno i listini. Questo – ha proseguito la Pinna –  fin’ora ci ha permesso di mantenere il rapporto con la clientela ed ammortizzare il calo. In questo momento gestiamo 6 punti vendita che, in effetti, cominciano ad essere  un po’ troppi”. Stiamo parlando di una quarantina di posti di lavoro. “Di sicuro i tempi sono cambiati e noi dobbiamo prenderne atto. L’evolversi del tempo e delle cose ci farà fare certamente delle scelte. Noi ci auguriamo, comunque, di poter garantire il più possibile i posti di lavoro come abbiamo sempre cercato di fare. Assumere è una cosa bella  ma licenziare di sicuro non lo è! Sia per chi viene licenziato sia per chi deve licenziare…”. Insomma, da questa prima analisi lo stato dei consumi alimentari pare in allarme. e non si tratta di una spia arancione accesa ad intermittenza ma dobbiamo ormai considerarla una spia rossa accesa in modalità fissa. Mario Terrazzoni

Pubblicato da il 27 Novembre 2012. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.