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Direttori e manager della sanità, andate in incognito in mezzo al dolore, difficilmente percepibile da dietro le scrivanie

(di Claudio Ronchi) – Un post pieno di passione umanità e carità, quello pubblicato su facebook da Marisa Careddu, sindaca di Luras, sulla situazione degli ospedali di Tempio e La Maddalena, donna abituata a stare tra la gente e a lavorare per la gente, la sua gente. La Careddu invita i direttori e i manager della sanità gallurese a “confondersi fra la gente e vedere ‘de visu’ le file di cittadini che chiedono Tac, ecografie, risonanze magnetiche, ecocardio, analisi e visite di ogni genere guardandoli in viso, osservandone preoccupazione, ansia e tristezza, rassegnazione e disperazione: perché se hai il cancro e ti fissano una risonanza fra 3 mesi tu te la devi fare in privato e se 180 euro non le hai, o li trovi umiliandoti o ti arrendi”. Dovrebbero, in incognito, questi direttori e manager della sanità, prosegue la sindaca di Luras, “assistere alle doglie di una donna che per andare ad Olbia deve farsi il viaggio in traghetto o, tra una contrazione e l’ altra farsi le curve di Monte Pinu, quella alternativa alla strada delle vergogne , esempio nazionale di una inerzia burocratica e giudiziaria vergognosa”. Marisa Careddu è convinta che la Sanità vada tutta riordinata, “ammettendo la fragilità e la labilità costruttiva di una errata impostazione che il virus in ultimo ha messo a nudo. Si è sbagliato tutto! Questo è!”. Poi l’appello alla politica: “O è capace di porre rimedio serio o ha fallito: ancora una volta”.

Pubblicato da il 2 Luglio 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.