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È possibile il turismo storico-culturale a La Maddalena?

Memoriale di notte foto di Stefania DedolaNella recente visita in Sardegna, il ministro Dario Franceschini, il cui portavoce è il maddalenino Gianluca Lioni, ha posto l’accento sul fatto che l’Isola non è soltanto sole e mare, con le sue spiagge, scogliere, fondali e acque cristalline, ma possiede anche un patrimonio storico-culturale apprezzabile sebbene non sufficiente per conosciuto.

I tesori della Sardegna, ha affermato il ministro, continuano a pesare poco o nulla nel mercato del turismo mentre, se si adottassero politiche turistiche diverse, non solo potrebbero essere collaterali al flusso estivo ma potrebbero essere, se ben valorizzati, pubblicizzati, organizzati, méta prima di flussi spalmati nell’arco dei 12 mesi, considerato il clima sostanzialmente mite del quale l’Isola gode.

Questi concetti se valgono per l’Isola Grande possono valere anche per l’Isola Piccola, ovvero le isole dell’arcipelago di La Maddalena. Alle infatti delle splendide bellezze rappresentate dal mare, godibili però soltanto tra giugno, luglio, agosto e se va bene per metà del mese di settembre (questo in linea teorica perché di fatto la stagione turistica piena non va oltre un paio di mesi), La Maddalena potrebbe rispondere, a pieno titolo, alle aspettative e alle esigenze di un turismo culturale che, non accontentandosi solo delle grandi città d’arte e storiche italiane, è interessato ad allargare i propri orizzonti, andando alla ricerca di ulteriori ricchezze dell’Italia può offrire. Discorso che vale tanto per il turista italiano come per quello straniero.

Probabilmente, di questo valore aggiunto, se ne deve prendere consapevolezza, per poi valorizzarlo e pubblicizzarlo all’esterno.

L’Arcipelago non solo è ricco di fortificazioni settecentesche (ci si è resi conto che la Torre di Santo Stefano venne conquistata dai francesi tra i quali c’era ufficiale Napoleone Bonaparte e che lo stesso Napoleone guidò da una ripiano il bombardamento dell’abitato maddalenino prima di dover subire la ritirata per la resistenza e i contrattacchi isolani; Napoleone che 10 anni dopo, appena 10 anni dopo, divenne Imperatore dei Francesi?) quanto di risalenti alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale, in molti casi vere opere d’arte di ingegneria militare.

A parte Arbuticci restaurata, come restaurata è la batteria di Stagnali, sede del Parco, come parzialmente lo è anche quella dei Colmi, a parte i panorami mozzafiato che si possono ammirare dalla stessa fortezza dei Colmi, o da quella di Nido d’Aquila (giusto per ricordarne qualcuna) perché non valorizzare l’opera unica di mimetizzazione nel granito vivo rappresentata dalla batteria di Candeo a Caprera? Solo quella fortificazione da sola, probabilmente varrebbe una visita ad hoc dal Continente e dall’Estero.

Come anche, fatto non trascurabile, l’esistenza di ben 7 musei aperti, almeno due dei quali di interesse anche internazionale. E ci si riferisce naturalmente alla Casa Museo di Garibaldi, méta di decine e decine di migliaia di visitatori l’anno, come al nuovo museo d’Arbuticci, il Memoriale Garibaldi. Ma non sono certamente da trascurare per interesse e ricchezza di reperti, il museo Geo-Mineralogico e il Museo del Mare, entrambi pubblicati all’interno delle strutture del Parco Nazionale, a Stagnali. Come anche il Museo Diocesano, ubicato nel centro storico. A questi ci sono da aggiungere il Museo Militare allestito presso la Scuola Sottufficiali e quello del Granito, a Cala Francese, visitabili su prenotazione. A questi potrebbe aggiungersi il Museo Lamboglia, sull’antica nave romana di Spargi, se il Comune realizzerà l’idea di aprirlo a Cala Gavetta.

Certo, il quadro dell’offerta degli itinerari storico-culturali da offrire in un pacchetto anche di una settimana dovrebbe essere completato dall’abbinamento ad una stagione di prosa, come avveniva una volta al cinema Medoro prima o al teatro Primo Longobardo poi, ma si potrebbe sempre fare riferimento a quanto offerto, in autunno e in inverno, dal teatro Montiggia di Palau, o da quello di Arzachena o di Santa Teresa Gallura.

Claudio Ronchi – claudioronchi@tiscali.it

Pubblicato da il 23 Novembre 2016. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.