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GAZZETTA di MADDALENA del MATTINO. Venerdì 20 marzo, 8 notizie isulane

Il sindaco. L’unico punto di salvezza è la casa, se si è sani. Ricordato il dato drammatico che, ieri, è morto, per coronavirus, un italiano ogni 20 secondi, che in Sardegna ci sono 206 casi di coronavirus con 2 decessi, e che “15 tra medici e infermieri sono positivi all’ospedale di Olbia, a un passo da qui, da La Maddalena”, il sindaco Montella, nell’ormai consueto messaggio di ieri sera ai maddalenini, ha raccomandato ancora una volta a tutti noi “di stare il più possibile a casa” perché la casa è “l’unica chiave che ci può far aprire la porta della salute. Non uscire da casa è lo strumento più importante”, ha sottolineato il sindaco. “La casa è come un tabernacolo, è l’unico punto di salvezza, se si è sani. Se la casa è l’unico punto dove non ci sono ‘positivi’, dove non ci sono malattie, starci il più possibile, e a lungo, è l’unica chiave che ci può tenere in salute. È l’unica via d’uscita, e se uscire è indispensabile, deve essere davvero indispensabile!”. (CR)

Montella, ci sia rispetto per chi lavora! Sempre nel messaggio di ieri sera ai maddalenini, il sindaco Montella ha ricordato coloro che in questi tempi difficili stanno lavorando, garantendo servizi indispensabili. Tra gli altri, gli ospedalieri, le forze dell’ordine, chi lavora nei supermercati. Questa gente, ha detto, sta lavorando il doppio, il triplo, “sta svolgendo un servizio a chi oggi, invece, ha la facilità di stare a casa, che non è una punizione inumana!”. Il sindaco ha ricordato in particolare “lo stress dei tanti lavoratori che ci sono nei supermercati e che fanno fatica a tenere a bada le persone. Ritengo un comportamento assolutamente inaccettabile quello di chi non ha rispetto neanche per chi lavora”. A questo proposito Montella ha fatto riferimento a segnalazioni pervenutegli riguardanti ad esempio persone che si recano più volte al giorno nei supermercati, più componenti di nuclei familiari che a turno fanno un po’ di spesa ecc. Ha poi ancora una volta stigmatizzato, in generale, il comportamento irresponsabile di quanti, senza un valido motivo, gironzolano di qua e di là. Ieri, solo i vigili urbani (non aveva ancora i dati delle altre forze dell’ordine), hanno effettuato 127 controlli su persone “in giro” e su 25 attività. (CR)

Il medico del fine settimana. I Medici Associati di La Maddalena informano (tenuto conto delle prescrizioni e raccomandazioni anti coronavirus) che è di turno, oggi venerdì 20 marzo, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, e domani, sabato 21 marzo, dalle ore 8:00 alle ore 10:00, il dr. Michele Demontis, che riceve presso il suo ambulatorio di Via Garibaldi. (Red)

Oggi le Poste sono aperte, domani no. In emergenza coronavirus, gli uffici postali di La Maddalena sono temporaneamente aperto per tre giorni la settimana: Lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 8:20 alle 13:35.

Comunicazioni del parroco don Andrea Domanski. Affinché tutti possano seguire gli eventi delle nostre parrocchie isolane – ricorda il parroco don Andrea Domanski – è stata creata pagina FB: Comunità Pastorale La Maddalena. In Santa Maria Maddalena, nella cappella della Madonna di Lourdes, sono esposte le reliquie di Santa Gianna Beretta Molla, medico, mentre nella chiesa di Moneta sono esposte le reliquie di San Giovanni Paolo II. Il servizio della comunione agli ammalati è, per il momento, sospeso. I sacerdoti rimangono a disposizione degli ammalati e delle comunità per qualsiasi necessità. Ogni mercoledì e venerdì (quindi oggi), dalle 10:00 alle 12:00, un sacerdote sarà a disposizione per le confessioni.

Uova di cioccolato per l’AIL solo tramite web, social media e whatsApp. Sportisola informa, causa Coronavirus, dell’annullamento della vendita delle uova di cioccolato, nei giorni 27-28-29 marzo in Piazza Comando. Non si sospendono però – informa ancora Marta D’Amico, responsabile di Sportisola, le attività delle sezioni AIL di tutta Italia, in particolare della provincia di Sassari, dove le volontarie ed i volontari, ogni giorno, soprattutto in questo periodo, sostengono i pazienti oncologici e le loro famiglie nella struttura di Casa AIL e nell’assistenza domiciliare. In luogo della vendita in piazza, è confermata la campagna di prenotazioni e prevendite tramite web, social media e whatsApp. Prenotazioni via whatsapp al 3477284654 o mail sportisolamaddalena@gmail.com  (CR)

Anniversari di morte. Venticinque anni fa, Gonario Ferrando, 28 marzo 1929-20 marzo 1995.

Il maddalenino più celebre: Garibaldi … Battistina e Anit(ina). Nel 1855 Garibaldi passò da Nizza, città dove era nato, e lì fece la conoscenza di Battistina Ravello. Lui aveva 48 anni, lei 26. Se la portò a Caprera perché aveva bisogno di una bambinaia e di una ragazza di fatica. Battistina non era particolarmente bella ma di solidi fianchi e di sodi seni; e tra un’occupazione e l’altra, ebbero modo, lui di godere della sua giovanile vitalità; lei del suo fascino di uomo maturo, fisicamente niente male. Come ogni relazione che si rispetti ne arrivò ben presto il frutto, non desiderato, quantomeno da lui. Il 5 maggio del 1859 Battistina gli mise al mondo una bimba, che all’anagrafe del Comune di Maddalena fu registrata come, Anna Maria Imeni, ma che Garibaldi chiamò Anita, come la giovane donna che conobbe in Sudamerica e che amò profondamente e per sempre. Battistina, sebbene analfabeta, non dovette essere la sempliciotta che giudizi e insinuazioni, probabilmente interessate, hanno dipinta. Non poteva di certo reggere il confronto né con Anita, la leggendaria brasiliana, né con la colta e raffinata, Speranza Von Schwartz, che nello stesso periodo frequentava Caprera e il letto di Garibaldi né con altre fidanzate più o meno avvenenti dell’Eroe, e nemmeno con Francesca Armosino, arrivata tempo dopo, e che attraverso la figlia Clelia descrisse la vita di Caprera e delle persone che la frequentavano. In effetti pare che in Garibaldi, dopo la nascita della bimba, stesse aumentando l’affetto per la giovane compaesana da lui portata a vivere a Caprera e che stesse addirittura pensando di sposarla, anche per dare un po’ di stabilità alla sua vita e a quella dei suoi figli. Non si sa come e perché, se in seguito a quali fatti veri o presunti, a quali voci o accuse, alla base dei quali è lecito pensare potessero esserci passioni e gelosie al femminile, sta di fatto che Battistina Ravello fu ben presto invitata, e con una certa decisione, a prepararsi i bagagli ed imbarcarsi, con la figlioletta, per il Continente. La piccola Anita non visse dunque che per pochi mesi a Caprera e forse non ricordò mai se padre la prese sulle proprie ginocchia… Padre che, quando la piccola aveva 8 anni, per interessamento di Speranza Von Schwartz, inviò perché avesse un’istruzione, in un collegio svizzero. Battistina Ravello da Caprera era tornata a Nizza e lì fece mestieri umili per campare. Morì a 76 anni. Anita, la figlia, poté tornare finalmente a Caprera quand’era adolescente, dove conobbe padre e fratelli, ma qui visse per assai poco tempo. Vi morì infatti all’età di 16 anni, di meningite, nel 1875. Un triste destino aveva stabilito che a Caprera, Anita, dovesse trascorrere solo un periodo molto breve della sua vita ma le riservò di trascorrervi tutta l’eternità. (CR)

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Pubblicato da il 20 Marzo 2020. Archiviato in Brevi,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.