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Il Canyon di Caprera: Nel fondo, profondo fino a 1500 metri ci sono scarpate, valli piccole catene montuose e ripide pareti; è popolato dai cetacei

(di Claudio Ronchi) –   Profondo, misterioso, affascinante, e soprattutto frequentato, non solo da pesci ma anche da mammiferi marini. È il Canyon di Caprera, tra i più grandi del Mediterraneo, situato al largo della costa nord-orientale della Sardegna. Dal 2009 viene particolarmente studiato dall’ l’Associazione SEA ME Sardinia, che ha sede a La Maddalena, ed è composta da un team di biologi marini, naturalisti, educatori ambientali e guide ambientali escursionistiche.  Le profondità del canyon, scrive, Luca Bittau, presidente dell’associazione, “variano a seconda dell’area, dai 200 m della testa del Canyon ai circa 1500 m della Piana di Olbia. È un’area molto vasta e varia come fondale: ci sono scarpate, piccole valli e fosse, zone più o meno pianeggianti, piccole catene montuose e le ripide pareti. La sua fauna di fondo – prosegue Bittau – deve essere molto ricca, ma nessuno l’ha mai indagata. Si sa di più su una montagna sommersa non lontana (il Monte Vercelli) dove sono state trovate specie tipiche di forti correnti. Ovviamente la fauna del fondo è anche legata alle prede di cui si nutrono balenottere e delfini”. SEA ME Sardinia studia in particolare le 7 specie di cetacei che popolano le acque del canyon: la balenottera comune, il capodoglio, il grampo, il delfino comune, lo zifio, la stenella striata e il tursiope, nelle acque più basse. Ma anche la tartaruga comune caretta caretta, la mobula e tante altre specie pelagiche. Ogni martedì – per tutto settembre  ancora – si può visitare il Punto Informativo per la “Rete regionale per la conservazione della fauna marina (tartarughe e cetacei)”, che l’associazione SEA ME Sardinia sta curando da luglio per conto del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, presso il C.E.A., a Stagnali (Caprera). È possibile accedere ai servizi solo su prenotazione, telefonando ai numeri 349.4712348 e 371.4389134. Nel punto informativo è possibile vedere filmati, una mostra fotografica e su tartarughe marine e cetacei e una piccola esposizione di reperti ossei con l’accompagnamento di ricercatori ed educatori specializzati di SEAME Sardinia. La durata della visita è di 50 minuti circa per non più di 15 persone per volta ed è gratuita! Vengono applicare le norme sanitarie previste dall’emergenza Covid19.

Pubblicato da il 13 Settembre 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.