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Il decreto salvacoste interdirebbe gli accessi delle navi da crociera a La Maddalena, Palau, Porto Cervo e Porto Rotondo

Il decreto salvacoste interdirebbe gli accessi delle navi da crociera a La Maddalena, Palau, Porto Cervo e Porto Rotondo

Ad una prima lettura il Decreto 2 marzo 2012 non lascia scampo. Le navi da crociera non solo non potranno più ancorare ma neanche transitare a La Maddalena e Palau (per il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena) oltre che a Porto Cervo e Porto Rotondo (per le isole di Soffi, Mortorio, Monaci, ecc. facenti anch’esse parte del Parco Nazionale). Il limite imposto delle 2 miglia marine dal perimetro esterno di Parchi ed Aree Protette, infatti, è superiore alle distanze con le citate località turistiche. Navi da crociera solamente? Il divieto posto dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture pone il limite delle 500 tonnellate di stazza lorda. Che sembrano tantissime ma che in effetti sono ben poca cosa. Si pensi infatti che il piccolo traghetto della Saremar Arbatax – utilizzato sulla linea La Maddalena-Palau – ha una stazza di 494 tonnellate. Stazza che spesso e volentieri superano ampiamente, senza cercare le navi da crociera –  i maxi yacht. Prescrive il citato decreto nel suo primo articolo: “1.Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n . 979 e 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma e alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorità marittima competente può disporre, per la fascia esterna ai detti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti. 2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonché le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394”. Dell’argomento ha parlato ieri 8 marzo il sindaco Angelo Comiti col nuovo comandante del Dipartimento Marittimo di Olbia Nunzio Martello e col comandante della Capitaneria di Porto di La Maddalena Luigi D’Aniello. “E’ un decreto varato sull’onda dell’emotività conseguente alla tragedia del Concordia e dell’Isola del Giglio” ha dichiarato Comiti. “Mette in interdizione ad un certo tipo di traffico, per due miglia, le acque di confine del Parco Nazionale. Impone quindi una fascia di rispetto dai confini marittimi del Parco. Non solo, significa anche che, siccome i Nibbani, Le Biscie ecc. stanno di fronte al Comune di Arzachena, comporta che dentro questa fascia sono compresi anche Porto Cervo e Porto Rotondo. Sarà necessario dare una lettura più attenta di questo decreto, interpretarlo, bisognerà vedere che cosa si potrà fare, possibilmente attivando un’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente. Io credo – ha proseguito il sindaco Comiti – che una serie di deroghe debbano essere previste. Non abbiamo intenzione di ‘subire’ un provvedimento che ci mette in interdizione tutto l’Arcipelago”. Se così saranno le cose, come appare da una prima lettura del decreto, alle richieste del sindaco di La Maddalena dovrebbero associarsi anche quelle dei sindaci di Palau, Santa Teresa, Arzachena ed Olbia. “Con i due comandanti ci siamo dati appuntamento per i prossimi giorni – ha concluso il sindaco di La Maddalena – per vedere insieme che cosa si può fare”. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 9 Marzo 2012. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.