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La Diocesi ha tre nuovi diaconi: don Calderas, don Mocci e don Murrighili

(di Claudio Ronchi) – Sono Mauro Calderas, Francesco Mocci e Daniele Murrighili, i tre nuovi diaconi della diocesi di Tempio- Ampurias, tutti e tre galluresi, uno, Calderas, della parrocchia di Luogosanto. Da domenica mattina in attesa di diventare preti, possono essere già chiamati “don”. “È all’infinita misericordia di Dio che affidiamo questi tre giovani che oggi saranno ordinati diaconi”,  ha affermato all’inizio della celebrazione il vescovo Sebastiano Sanguinetti “Siamo qui, uniti nella preghiera, in un contesto sicuramente singolare ma abbiamo voluto che quest’ordinazione avvenisse in questo tempo, come già era previsto, sebbene a lungo abbiamo riflettuto sull’opportunità di tenerla, e abbiamo deciso che era opportuno tenerla, anche come segno della presenza di Dio e della sua  misericordia, nella sua Chiesa, nel mondo intero. Porte della basilica di Tempio sprangate, neanche un fedele, neanche un familiare; oltre al vescovo, sull’altare, un paio di seminaristi, il diacono permanente Sorba, i due parroci di Tempio (l’altro era assente per motivi di salute), il parroco di Luogosanto, don Coni. Una cerimonia blindata dunque, per pochissimi, come in passato succedeva nei paesi comunisti d’oltre la cortina di ferro, o in Cina, o come ancora oggi avviene in paesi marcatamente islamici. Qui però non c’è da rimanere nascosti agli occhi dei comunisti o dei musulmani ma alle “attenzioni” di un virus terribile. In era digitale, fortunatamente, è stato possibile inviare verso l’esterno voci e immagini del rito attraverso Gallura Tv (dalla quale è stato preso il fermo immagine), Radio Gallura, e la pagina facebook del Vicariato Urbano Tempio Pausania.  A presentare i tre diaconi è stato don Rinaldo Alias, rettore del seminario diocesano. Monsignor Sanguinetti, nell’omelia, oltre a sottolineare gli aspetti fondamentali del diaconato, ha ricordato quanto sia importante il concetto della carità a favore dei più bisognosi ai quali chi riceve quest’ordine deve rivolgersi sia spiritualmente che materialmente. “I giorni che stiamo vivendo – ha detto il vescovo – stanno facendo emergere nella società dei grandi bisogni, delle nuove povertà. Abbiamo una schiera esorbitante di nuovi poveri, di persone che hanno perso il lavoro, che non hanno più uno stipendio, persone che non hanno più da pagare le bollette, l’affitto della casa, e spesso non hanno più neanche da comprare un pezzo di pane. “Mauro, Daniele, Francesco, siate orgogliosi e rendete grazie al Signore per questo grande dono che vi dà; sappiate esserne degni; Sappiate mettere la vostra vita nelle mani di Dio, perché continui a manifestare a tutti i suoi figli, la sua infinita misericordia, la sua tenerezza, la sua capacità di sanare ogni ferita e di rafforzare ogni passo stanco”.

Pubblicato da il 20 Aprile 2020. Archiviato in Brevi,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.