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La Maddalena. Bocciatura degli alberghi a 4 e 5 stelle. Mancati adempimenti del Comune e contrasto con la normativa vigente, specialmente del Parco

La Maddalena. Bocciatura degli alberghi a 4 e 5 stelle. Mancati adempimenti del Comune e contrasto con la normativa vigente, specialmente del Parco.

Il giudizio di “non coerenza” giunto a La Maddalena dalla Regione Sardegna in merito alla realizzazione e all’ampliamento di alcuni alberghi a 4 e 5 stelle in presenza motivazioni comuni sia per il Club Med, che per il 4 stelle di Punta Cannone, che per l’albergo Cala Lunga di Porto Massimo, che per l’intervento di Cala Vela Marina di Santo Stefano. Nei primi tre casi la Regione rimprovera al Comune di La Maddalena di non aver ottemperato alle prescrizioni contenute nell’atto di Intesa siglato in data 20 marzo 2008. Non sono stati quantificati classificati esattamente i volumi esistenti legittimamente realizzati; il progetto non è stato rimodulato affinché l’incremento volumetrico risulti contenuto entro il limite del 25% della volumetria esistente legittimamente edificata e sia finalizzata a soddisfare le necessarie integrazioni funzionali e a determinare un concreto miglioramento paesaggistico; i volumi non sono stati previsti in accorpamento né in arretramento verso l’interno oltre la fascia di 150 m dal mare e inseriti armonicamente nel paesaggio. La Regione poi, con l’assessorato all’Urbanistica, motiva la “non coerenza” cioè la non approvazione, col fatto che l’intervento è in contrasto con il regolamento del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, e con quanto previsto dal Piano dell’Area Sic ‘Arcipelago La Maddalena’. Inoltre non si è provveduto all’ attivazione della procedura di Via e di Vas. Queste ultime motivazioni hanno portato al giudizio di “non coerenza” anche per il quarto intervento, quello sull’isola di Santo Stefano per il quale inoltre, secondo la Regione, l’area risulta parzialmente interessata dal vincolo del bene denominato ‘Cava di Granito di Vela Marina. Il giudizio di “non coerenza” è anche giunto per un intervento di trasformazione in acquario dell’ex deposito cavi sottomarini Telecom di Moneta, intervento ormai impossibile in quanto gli edifici sono andati abbattuti nell’ambito degli interventi del G8. (Lunedì 14 marzo 2011)

Pubblicato da il 14 Marzo 2011. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.