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La Maddalena. Caso Ottava Isola: le ragioni del Comune

La Maddalena. Caso Ottava Isola: le ragioni del Comune.

Sulla vicenda dell’Ottava Isola e sulla clamorosa protesta del ristoratore Enzo Barretta, rimasto incatenato per 5 giorni alla statua di Garibaldi e facendo lo sciopero della fame, interviene il capo gruppo della maggioranza consiliare Gianluca Cataldi, per conto dell’Amministrazione Comunale, il quale riferisce come nel 2007 Barretta abbia presentato istanza all’Ufficio Commercio del Comune di La Maddalena per il rilascio di “autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande, dichiarando di essere in possesso di una autorizzazione precaria – anticipata occupazione di area demaniale – rilasciata dall’Autorità Marittima. La validità dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande, n. 373/07, veniva, quindi, condizionata al provvedimento definitivo di concessione demaniale. Nonostante le sollecitazioni dell’Ufficio Commercio, il sig. Barretta non ha mai provveduto a depositare la concessione demaniale”. La cui richiesta, scrive Cataldi “è stata poi respinta dalla Regione Sardegna, con conseguente decadenza dalla anticipata occupazione”. Di conseguenza “Gli uffici comunali, una volta accertato che l’autorizzazione commerciale si fondava su presupposti inesistenti (compatibilità urbanistico-edilizia dell’intervento e sussistenza della concessione demaniale), doveva necessariamente procedere alla rimozione dell’atto. L’esercizio dell’attività di ristorazione è stato portato avanti dal Barretta nella piena consapevolezza della carenza dei necessari titoli. Anzi, il sig. Barretta si è giovato del tempo intercorso per il perfezionamento dell’istruttoria e ha tentato (riuscendovi in un primo tempo) di sfruttare il provvedimento di anticipata occupazione, rilasciato dalla Capitaneria, per esercitare la propria attività”. Il capo gruppo di maggioranza prosegue scrivendo che l’Ufficio Tecnico del Comune, in occasione di un sopralluogo, “ha verificato la realizzazione di opere edili a terra in assenza di permessi o autorizzazioni ed ha accertato che la chiatta è stabilmente ‘ancorata’ alla terra ferma, sia mediante catene e ‘corpi morti’, sia mediante passerelle, oltre al fatto che il tratto di costa interessato viene utilizzato come superficie pertinenziale. Da ciò, in virtù del DPR n. 380/01, discende l’obbligo di dotarsi preventivamente di concessione edilizia, mai richiesta dal Barretta”.  Cataldi conclude sostenendo che attualmente “il pontone risulta privo di qualsivoglia titolo abilitativo (mancano la concessione demaniale, i titoli edilizi, l’autorizzazione paesaggistica, il nulla osta dell’Ente Parco) e l’unico a suo tempo assentito (l’autorizzazione alla somministrazione) è stato correttamente rimosso”. Della vicenda si è occupato il TAR Sardegna, “che ha respinto il ricorso del Barretta dando piena e totale ragione all’operato del Comune di La Maddalena”.

Pubblicato da il 9 Maggio 2012. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.