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La Maddalena: chi sarà il nuovo presidente Parco Nazionale?

Ora che il PD ha un segretario a livello regionale e a livello nazionale è più probabile che in tempi relativamente ravvicinati si possa procedere alla nomina del presidente del Parco di La Maddalena come di quello dell’Asinara. C’è però un altro elemento che porta a pensare ad uno ulteriormente dilazione di questa scelta politica. Dal 16 maggio prossimo infatti sarà all’attenzione della Camera dei Deputati la Legge di riforma della 394 sulle Aree Protette, che tra l’altro prevede una modifica dei meccanismi di nomina dei presidenti dei parchi nazionali. Attualmente il presidente viene scelto dal Ministero dell’Ambiente di concerto con la Regione; con la nuova legge dovrebbe essere scelto fra tre nomi indicati dallo stesso Ministero, sui quali la Regione dovrà esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante. In mancanza d’intesa deciderà il Ministero.

Pare però che alla Camera possa essere presentato un emendamento che aggiunge, per i parchi che insistono sul territorio di un unico comune, che il parere obbligatorio sebbene non vincolante oltre che dalla Regione debba essere espresso anche dallo stesso Comune. Nel caso in cui questo o altri emendamenti dovessero essere approvati, la legge dovrebbe tornare al Senato per un’ulteriore approvazione. A prescindere dei tempi, chi potrebbe essere il nuovo presidente del Parco di La Maddalena? C’è chi auspicherebbe di poterlo affidare – considerato che non è mai decollato veramente in oltre vent’anni di esistenza – ad un’alta figura dalle comprovate capacità ed esperienza, un uomo che sappia coniugare le finalità proprie di un Parco, che sono salvaguardare l’ambiente con lo sviluppo del territorio che lo ospita, attraverso una gestione manageriale.

Ma quale alta figura accetterebbe di venire alla Maddalena per fare il presidente di un parco, con un compenso che non supera € 1400 mensili atteso come sì da grandi questioni e sfide – si pensi solo a come poter gestire al meglio un’isola di Budelli ora di proprietà dell’Ente – ma anche dovrà dalla gestione spiccia, dalle piccole beghe e i piccoli interessi paesani, con rischio di doversi fare il sangue marcio e rischiandosi pure qualche denuncia?

Altro orientamento sarebbe quello, almeno in una fase così delicata, di nominare il sindaco pro tempore di La Maddalena. Ma se ciò non fu possibile ai tempi di Angelo Comiti (PD), per la contrarietà di una parte del PD (avrebbe avuto troppo potere …), figuriamoci ora se una Regione e un Governo di centro-sinistra possano dare tale doppio potere a un sindaco che non fa parte di questa coalizione politica. Del resto, in una recente seduta di Consiglio Comunale c’è stato chi lo ha detto chiaro e tondo a Montella, che nella partita-Parco ha ben poca voce in capitolo, non solo nell’indicazione del presidente ma anche dei componenti del consiglio direttivo. Dunque la nomina sarà tutta all’interno del centro-sinistra, in particolare del PD, dove un certo ruolo dovrebbe svolgersi la Regione, peraltro sollecitata dal consigliere regionale maddalenino Pierfranco Zanchetta, che però fa parte di una compagine politica piuttosto modesta in termini numerici per poter influire sulle indicazioni (a meno che le logiche delle ripartizioni politiche all’interno della coalizione non cadano incredibilmente a fagiolo). Claudio Ronchi

Pubblicato da il 3 Maggio 2017. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.