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La Maddalena. Dolore, sconcerto e rabbia per la morte di una donna: Si poteva fare di più?

(di Claudio Ronchi) – Io c’ero, da cronista, quando attorno alle 15:30 di ieri in via Indipendenza, il grande elicottero giallo dell’Areus, si è alzato in volo, vuoto della persona era venuto a soccorrere. Tra le tante persone presenti si è avuta, a quel punto, la conferma che la donna, isolana, conosciuta, non ce l’aveva, purtroppo, fatta. Dolore, sconcerto, senso di impotenza di fronte alla crudeltà della vita che per tutti, prima o poi, termina con la morte. Ma è proprio quel, prima o poi, che l’uomo, la scienza, la tecnologia, possono rinviare. E nel caso specifico, trattenere ancora, tra i propri cari e i propri affetti, una persona. E allora subentra la rabbia, l’indignazione, il dubbio, se davvero per quella persona (potevamo essere anche noi stessi, una nostra persona cara, una moglie o un figlio) si fosse potuto fare di più. Se le prime cure le avessero potute somministrare, nell’arco di pochi minuti tutto sommato, i medici del Paolo Merlo, peraltro pare nemmeno allertato, anziché attendere l’arrivo in elicottero dei medici da Olbia. Laddove quando ci sono problemi cardiaci, come pare ci fossero, ogni minuto può essere prezioso. Ci sono politici della passata amministrazione regionale che hanno fatto per La Maddalena scelte discutibili e ci sono politici dell’attuale amministrazione regionale che avevano promesso di correggerle e ancora non l’hanno fatto. Ma c’è anche un apparato medico dirigenziale che persevera, appellandosi a leggi, regolamenti, esigenze varie e quant’altro, nel depotenziamento dell’ospedale Paolo Merlo. E questo bisogna impedirlo.

Pubblicato da il 30 Maggio 2020. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.