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La Maddalena. È morta Anita Garibaldi, grande garibaldina, pronipote dell’Eroe; Lo spirito di Garibaldi? “Io lo sento, io lo sento fortemente …”.

(di Claudio Ronchi) – Se ci fosse stato ancora vivo Luciano Lubrano, garibaldino, suo estimatore e suo punto di riferimento a La Maddalena, l’avrebbe ricordata adeguatamente. Ma nell’Arcipelago-Parco, almeno tra una parte di coloro che perpetuano il culto di Garibaldi, ha spesso trovato indifferenza. Parliamo di Anita Garibaldi, deceduta a Londra lo scorso 29 settembre, all’età di 89 anni, figlia di Ezio, nipote di Ricciotti e pronipote di Giuseppe, l’eroe dei due mondi. Del bisnonno, Anita, era tra i pronipoti una delle più “garibaldine” e forte sentiva nei confronti dell’eroico avo il legame di sangue. Una vita, la sua, trascorsa nel trasmettere, del bisnonno, non il pensiero ma lo spirito del suo pensiero, non le imprese ma lo spirito delle sue imprese. Ho avuto modo di conoscerla negli anni, alle tante celebrazioni del 2 giugno alle quale partecipava con un folto gruppo di garibaldini in camicia rossa e tentava, durante le cerimonie ufficiali, di prendere la parola, cosa che spesso le veniva negata. Ebbi modo, diverse volte, di intervistarla. Ricordo quella del 2 giugno del 2009. Terminata la cerimonia di commemorazione, la vidi seduta nel grande piazzale antistante la casa. “Cosa medita Anita Garibaldi sotto il pino di Clelia?”, le chiesi. “Pensavo ai tempi passati, a tutte quelle terribili risse che si sono sviluppate attorno a questo territorio. Ricordo zia Clelia, venivo qui con mio padre, con zia Clelia avevo un rapporto buono, mi voleva bene, ero una ragazzina, non avevamo problemi …”. Abitava qui?  “Io vivevo in quell’appartamento (indicò la casa a lato del Museo) ... Qui era tutto diverso, c’era la casa piena di cimeli, tutti i muri ricoperti, non si poteva quasi mettere un chiodo, ho le fotografie, e adesso sono quasi vuoti. E poi stavo pensando alle tombe e al mausoleo che i francesi hanno eretto a Napoleone. Una cosa immensa, bellissima, solitaria. Avrebbero potuto lasciare la tomba di Garibaldi da sola, solitaria, senza tutte le piccole altre tombe vicino. Ha visto che quando portiamo le corone non abbiamo quasi spazio per sistemarle? Perché le altre le tombe non le hanno messe tutte da un lato? La famiglia vicino ma la famiglia non è lui, se il nome è venuto fuori lo è stato perché è stato lui il grande Eroe, che ha rappresentato il mondo, non soltanto l’Italia”.  Ha bei ricordi di Caprera? “Ho dei ricordi bellissimi. Io venivo qui con mio padre, a pescare le aragoste, qua sotto, facevamo dei bagni stupendi, andavamo in giro per questi giardini e questi orti che crescevano su terra inglese, portata dalle donne di mio bisnonno. Quello che mi rattrista forse più di tutto è la condizione della tomba Marsala. Io amo gli animali, come tutti i veri Garibaldi, e il fatto che Lui avesse dato questo segnale, questo simbolo di questa cavalla che lo aveva portato in guerra e in trionfo a Palermo, e poi l’aveva portata qui, e l’aveva fatta pascolare fino alla morte, e le aveva detto: ti sei meritata la pace! Ecco, quando passo lì mi viene proprio la tristezza …”.  Ma lei, in questo luogo, coglie ancora lo spirito di Garibaldi? “Io lo sento, io lo sento fortemente …, io credo che Lui non vorrebbe essere dentro quel macigno, io credo che Lui voglia essere libero. E penso che col suo Spirito lo sia, qui intorno …”.

Pubblicato da il 11 Ottobre 2020. Archiviato in Brevi,Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.