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La Maddalena. Era l’anno 1769 (3): Battesimi e superstizione

(di Claudio Ronchi) – Nel mondo agropastorale corso, che era poi quello che si era trapiantato nelle isole dell’Arcipelago, il battesimo, nella vita di una persona, era un fatto molto importante. I bambini nati nelle Isole, prima che queste diventassero sardo-piemontesi nel 1767, venivano portati prima possibile a Bonifacio per essere battezzati. Prima possibile (vento e mare permettendo), si diceva, perché la mortalità infantile allora era molto elevata.

Dalla fine 1767, per buona parte del 1768 e agli inizi del 1769, con la presenza di un sacerdote le cose erano però cambiate. Lo dimostra il fatto che a pochi giorni dalla nascita i bambini nati a Maddalena e a Caprera venissero battezzati. Prima veniva cancellato il peccato originale e meglio era …ma non solo. “Le anime dei bambini morti non battezzati, per la credenza popolare si trasformavano in folletti e non andavano in cielo”. Lo riporta nel libro ‘La paura, superstizione e credenze nella tradizione sarda e corsa’, Taphros editrice, lo stimato studioso e storico Renzo de Martino. Non solo ma, “nelle notti di luna si potevano vedere le loro fiammelle danzare nell’aria; inoltre, se il battesimo avveniva entro le 24 ore, l’anima di un familiare defunto veniva liberato dalle pene del Purgatorio”. Superstizione, certo, ma era quello che si credeva nelle casupole isolane dai tetti di frasca e battute dal vento. Non solo ma quando in queste isole non c’erano ancora preti “i più superstiziosi preferivano lasciare a Bonifacio le loro mogli incinte e conoscere i loro nati soltanto quando rientravano, nei mesi di luglio e agosto”.

Il neonato, racconta ancora Renzo de Martino, era portato in chiesa da u pairinu e da a mairina (padrino e madrina), scelti tra le persone più care e stimate, che da allora, come compare e comare, entravano a far parte della famiglia al pari degli altri parenti più stretti. “La madrina non doveva essere incinta perché c’era il rischio che portasse male”.

Superstizioni e credenze queste un tempo assai diffuse, alle quali i preti non riuscivano a mettere argini, che in qualche maniera e in parte sono giunte fino a noi o quantomeno alle nostre nonne.

Pubblicato da il 20 Febbraio 2019. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.