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La Maddalena. I 250 anni della chiesa dalla Trinita (già S.Maria Maddalena) e i 250 dalla prima celebrazione, in chiesa, della festa patronale

(di Claudio Ronchi) – Iniziata, la costruzione, nel 1768, pochi mesi dopo l’occupazione militare, la chiesa di Santa Maria Maddalena (ora della Santissima Trinità) fu terminata attorno alla metà del 1770, ovvero 250 anni fa, e il 22 luglio di quell’anno, per la prima volta, dentro quella chiesa fu celebrata la solenne funzione della festa patronale. In effetti, la prima Messa solenne, in onore di Santa Maria Maddalena, fu celebrata il 22 luglio del 1768, all’aperto, con l’altare da campo sotto il baldacchino (la chiesetta del “Collo Piano” era ancora alle fondamenta), come anche quella dell’anno successivo (mancavano ancora tetto e pavimento). Nel 1770, il 22 luglio, 250 anni fa, il parroco Virgilio Mannu poté finalmente celebrare la Santa patrona all’interno della chiesetta da poco terminata. E fu un evento per la piccola comunità civile e militare che abitava e prestava servizio in queste isole, sebbene qualche giorno prima fosse stata colpita da un lutto, la morte per malattia di una bimba di circa tre anni, la prima della nascente comunità isolana ad essere stata battezzata e ad essere stata iscritta nei registri parrocchiali. Si attese qualche giorno per il seppellimento, non essendo più necessario portarla nel lontano cimitero di San Michele del Liscia, in Gallura. Fu infatti seppellita in terra sacra, all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena (così si chiamava l’attuale chiesa della Trinita), il giorno dopo aver celebrato la festa. Sia i muri interni che esterni della chiesetta erano in conci a vista di granito, l’altare era stato realizzato in muratura e l’abside ospitava una piccola statua della Santa, ora andata perduta. Quel 22 luglio del 1770 una campanella, probabilmente appartenuta qualche “regio legno”, chiamò a raccolta i fedeli per la Messa. A celebrarla e a invocare sulle popolazioni presenti sulle isole, sulla guarnigione militare e sui marinai imbarcati sulle piccole navi sardo savoiarde, fu il parroco don Virgilio Mannu.

Pubblicato da il 15 Luglio 2020. Archiviato in Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.