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La Maddalena. I bambini e ragazzi a Tegge divisi tra stelline, pesciolini, cavallucci e meduse

(di Claudio Ronchi) – Quest’anno, per la prima volta dopo oltre cinquant’anni, le suore di San Vincenzo non hanno organizzato, motivo coronavirus, l’attesa (da bambini e genitori) e tradizionale Colonia Estiva di Punta Tegge, l’ex batteria militare costruita in uno dei punti più belli e suggestivi dell’Arcipelago. Troppe prescrizioni ed impegni organizzativi per l’Istituto di via Dandolo, provato, anche economicamente, degli effetti della pandemia. A Punta Tegge, i bambini, ci sono comunque! A portarceli è stato il Comune che in quella location meravigliosa, attraverso la cooperativa La Mimosa, ha organizzato il Centro di Aggregazione Estivo. A dire la verità il centro estivo si sarebbe dovuto svolgere non a Maddalena ma a Caprera-Stagnali, nelle strutture del Parco Nazionale, ma per una serie di problemi che peraltro hanno ingenerato l’ennesima quanto inutile polemica tra i due enti, non è stato possibile. Il servizio si svolge dalle 8:00 del mattino alle 15:00 del pomeriggio, informa Laura D’Oriano, coordinatrice del centro. E ogni giorno c’è il triage, prima che bambini e ragazzi vengano accolti. “Abbiamo alcune classi divise per fasce d’età ma all’interno di ogni classe, per il distanziamento di sicurezza, ci sono dei sottogruppi. Le classi con i più piccolini hanno 11 bambini con 3 educatori”. Sono suddivisi in stelline, pesciolini, cavallucci e meduse, in ordine crescente d’età. Parte della mattinata e del primo pomeriggio stazionano nelle zone d’ombra, sotto le comode tettoie a suo tempo realizzate dalle suore, dove possono giocare, interagire tra loro e socializzare. Verso le 11:00 vanno al mare, con l’assistenza, di dice la coordinatrice, di due bagnini oltre che del resto del personale. Pranzano verso le 12:30. “Non forniamo il pasto, che viene portato dai bambini. Alcuni genitori si sono organizzati per un servizio catering. Dopo pranzo i bambini vengono ritirati poco per volta dei genitori. I genitori non frequentano il centro”, puntualizza la D’Oriano. “Ci consegnano i bambini a distanza e glieli riconsegniamo allo stesso modo, al cancello d’ingresso”.  Un servizio importante, questo, per molte famiglie, che la cooperativa La Mimosa svolge da 10 anni.

Pubblicato da il 10 Luglio 2020. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.