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La Maddalena. Il Parco: Non di caccia al cinghiale si tratta ma di necessario abbattimento selettivo

La Maddalena. Il Parco: Non di caccia al cinghiale si tratta ma di necessario abbattimento selettivo.

“Il ricorso agli abbattimenti non ha niente a che vedere con la ‘caccia’ al cinghiale, termine che nell’intervista radiofonica (resa a Radio Arcipelago giovedì 12 maggio scorso e ripresa da Gallura Informazione, ndr) ho utilizzato sinteticamente ed erroneamente proprio per indicare tale metodo”. La precisazione viene dal presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Giuseppe Bonanno. “L’ISPRA ha chiaramente fornito alcune indicazioni rispetto alle modalità con le quali le attività di abbattimento selettivo dovrebbero essere svolte in sicurezza e l’Ente Parco seguirà alla lettera tutti gli indirizzi e le linee guida degli organismi vigilanti. Il vero obiettivo primario dell’Ente Parco – precisa Bonanno – consiste nel preservare l’esistenza di diverse specie animali e vegetali che compongono il patrimonio di biodiversità di Caprera, oltre che la conservazione di manufatti anche storici, dall’azione incessante e dal carico eccessivo determinato dagli esemplari di questa specie ibrida introdotta dall’uomo e perciò del tutto estranea a questi luoghi”. È bene precisare, a beneficio di chi potrebbe già gridare allo scandalo senza conoscere la gravità della realtà, soprattutto nell’isola di Caprera, che i danni prodotti da questi animali su specie protette e endemiche e in generale sul patrimonio naturale dell’isola di Garibaldi sono rilevanti, gravi ed in alcuni casi devastanti. Nel corso della conferenza di servizi sull’annoso problema, svoltasi a febbraio scorso, organizzata dal Parco e dal Comune di La Maddalena, alla presenza del Corpo Forestale Regionale e dello Stato, dell’Ente Foreste, della A.S.L, della Provincia di Olbia-Tempio e dei Carabinieri, erano state due le soluzioni prospettate. La prima consisteva nella cattura degli animali con l’utilizzo di gabbie e successiva macellazione, attività posta in essere e che ha visto nei giorni scorsi la cattura e l’avvio alla macellazione di 20 animali. La seconda possibilità prevede l’abbattimento selettivo dei cinghiali col ricorso a personale adeguatamente formato. Soluzione che nei giorni scorsi, come ha dichiarato il presidente Bonanno a Radio Arcipelago, ha avuto, previa approvazione di due regolamenti che disciplinano le modalità di cattura e di abbattimento, l’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA. “Nelle aree protette non si dovrebbe mai cacciare: questo è un principio fondamentale che accomuna tutti i parchi e vale anche per il Parco di La Maddalena” precisa l’Ente Parco. Pur tuttavia, “il ricorso all’abbattimento selettivo, quale modalità di eradicazione – e non controllo – di una specie ibrida introdotta dall’uomo che causa danni immensi al patrimonio di fauna e flora di Caprera, costituisce uno strumento al quale l’Ente Parco ricorrerà al fine esclusivo di salvaguardare questo habitat incredibilmente delicato, dove anche l’introduzione di specie ‘aliene’ può costituire un elemento di distruzione”.

(Lunedì 16 maggio 2011)

Pubblicato da il 16 Maggio 2011. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.