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La Maddalena. Isolotti e scogli con rettili che non se ne trovano eguali. Perché non ci sono vipere?

Claudia Corti

Claudia Corti

La Maddalena. Isolotti e scogli con rettili che non se ne trovano eguali. Perché non ci sono vipere?

“A differenza degli anfibi, presenti nell’arcipelago di La Maddalena ma solo nelle isole più grandi, i rettili li troviamo a colonizzare isolotti e anche degli ‘scogli’ dove mai avremo pensato che ce ne fossero. In luoghi estremi … Questi animali, vivendo per generazioni e generazioni in uno spazio estremamente limitato, qual è un isolotto o uno scoglio addirittura, sviluppano degli adattamenti talmente peculiari, che non sono comparabili a quelli della stessa specie vivente nell’isolotto o nello scoglio vicino. Spesso si tratta di popolazioni risicate, di 10-20 individui”. La

Lucertola

Lucertola

sorprendente dichiarazione è stata fatta dalla dottoressa Claudia Corti, del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, che insieme alla dottoressa Marta Biaggini e al dottor Michel Delaugerre (quest’ultino della Consevatoire du Littoral – Corsica) lo scorso 21 maggio presso il Cea di Stagnali, nell’ambito della Settimana del Parco, hanno tenuto un’interessante conferenza sull’Erpetofauna nell’Arcipelago. “L’importanza quindi di salvaguardare le nostre piccole popolazioni insulari è chiara” ha sottolineato la dottoressa Corti, “abbiamo dei piccoli patrimoni da tutelare e conservare”. Le notizie fino ad ora disponibili facevano riferimento

Tarantolino

Tarantolino

soprattutto a studi condotti negli anni Ottanta sulle isole circum-sarde da erpetologi del Museo di Storia Naturale di Firenze sotto il coordinamento del professor Benedetto Lanza e in collaborazione con il naturalista Giovanni Cesaraccio. Le ricerche presentate poche settimane fa sono state condotte nel 2011-2012 su 51 fra isole, isolotti e scogli, alcuni dei quali mai visitati prima degli studiosi. Da questo studio sono risultate presenti nell’Arcipelago di La Maddalena, e quindi nel Parco Nazionale, 17 specie erpetologiche, 3 anfibi e 14 rettili su un totale di 19 (3 anfibi e 16 rettili), segnalate in precedenza per tutte le isole. Quattro isolotti sono stati censiti per la prima volta; in 9 isolotti, mai studiati prima, è stata invece registrata assenza di erpetofauna. “I rettili costituiscono la parte fondamentale delle forme di vita stanziali dei nostri isolotti e dei nostri scogli. E se loro sono lì significa che c’è una certa disponibilità trofica, data prevalentemente dalla presenza di insetti”, ha ancora precisato Claudia Corti. “Del resto, la loro presenza consente a qualche uccello di nutrirsi, e quindi rappresentano un momento intermedio della catena alimentare”. La specie maggiormente diffusa è il ‘tarantolino’ “che grazie alle sue poche esigenze  riesce a vivere in ambienti con scarsissimo vegetazione”. La densità di popolazione varia anche di molto da isola a isola e da isolotto a isolotto. Ci sono poi vari tipi di ‘Podarci’, comunemente chiamate lucertole.

Lella Gaio

Lella Gaio

Una ricerca in collaborazione dell’Ufficio Ambiente del Parco. I lavori del convegno sono stati introdotti dalla dottoressa Lella Gaio, responsabile scientifico dell’Ufficio Ambiente del Parco. Nel 2012 è stato eseguito un monitoraggio sulle isole e sugli isolotti del Parco Nazionale dell’Arcipelago, in collaborazione con il personale dell’Ufficio Ambiente, che ha accompagnato i ricercatori nelle diverse isole e isolotti. La ricerca era finalizzata a verificare la presenza e l’assenza di anfibi e rettili nell’Arcipelago, anfibi e rettili di elevato interesse conservazionistico, e protetti da direttive nazionali e internazionali. “Il lavoro non è ancora terminato” ha  affermato la dottoressa Gaio “manca ancora l’esame di alcuni piccoli isolotti ma è stato molto interessante e proficuo, perché è stata verificata la presenza, anche in isolotti che, per le loro caratteristiche fisico geologiche sembrano completamente inospitali, brulli, granitici, lontani dalle isole più grandi, di specie di grande importanza”.

Perché in Sardegna e nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena non ci sono vipere? Per mancanza d’accoppiamento …  È stato domandato alla dottoressa Corti il motivo per il quale in Sardegna e a La Maddalena non ci siano – per fortuna – le vipere. “E’ un serpente evoluto” ha risposto, “e più un animale è delicato più è difficile che possa accontentarsi di un habitat che … non è proprio il suo”. Per una serie di ragioni fortunate, se è arrivato a La Maddalena, da solo, il maschio della vipera, non ho trovato la femmina, e viceversa, se è arrivata la femmina “sta lì, fa la sua vita …, schiatta, e via …”, ha risposto la dottoressa Corti. La vipera potrebbe però sempre arrivare …, ad esempio con un carico di legname (è stato quasi un miracolo che non si sia diffusa ai tempi della presenza della Base Americani), “oppure a causa di certe novità esotiche … che alla gente piacciono tanto…!”. Le vipere che nel tempo possono essere arrivate, ha aggiunto la dottoressa Claudia Corti, “è chiaro che non sono sopravvissute, non si sono riprodotte, quantomeno in numero sufficiente, e si sono estinte!”.  Claudio Ronchi

Pubblicato da il 12 Luglio 2013. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.