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La Maddalena. La chiesa maddalenina a difesa dei malati e dell’ospedale

La Maddalena. La chiesa maddalenina a difesa dei malati e dell’ospedale

(di Claudio Ronchi) – Per la Chiesa continua ad essere un “malato”, chi ha necessità di ricorrere ad un medico o addirittura ad un ospedale, e non un “paziente”, come il linguaggio medico-burocratese asetticamente lo definisce (in qualche caso si parla anche di “utente”, come se chi va dal medico o viene ricoverato in ospedale possa essere equiparato ad un “utente” dell’Enel o della Tim, giusto per fare qualche esempio; e tra un po’, con il progressivo quanto, almeno per il momento, inarrestabile, diffondersi della sanità privata, hai visto mai che non comincino a definirlo “cliente”).  Per questo la Chiesa, in questa discutibile evoluzione di “termini” che nascondono però “contenuti” ancora più discutibili, continua a chiamare “malato”, “il malato”.

Fatta questa premessa non c’è dubbio che la Chiesa maddalenina sia dalla parte dei malati. E lo è col suo vescovo, Sebastiano Sanguinetti, che mai ha fatto mancare l’appoggio e la solidarietà a chi manifestava per la difesa dell’ospedale, con i suoi sacerdoti e con i cristiani praticanti attraverso le varie articolazioni. È appena il caso di ricordare come per mesi i manifestanti del presidio a difesa dell’ospedale, abbiano trovato riparo, per la notte e anche per i giorni più freddi, nella cappella dell’ospedale. E una di queste articolazioni della chiesa maddalenina, il Gruppo Sociopolitico Cristiano (fondato dal compianto don Antonello Tumminello), ieri 10 dicembre, ha organizzato una nuova riunione, nell’oratorio San Domenico Savio, proprio per discutere della difficile e preoccupante situazione dell’ospedale Paolo Merlo (della quale si parlerà oggi in Consiglio Comunale dalle ore 17:00).

All’incontro erano presenti i rappresentanti di quei cittadini che da tempo si battono, come loro del gruppo SPC  coordinato da Vincenzo La Cava per l’ospedale: da Aldo Pireddu, presidente dell’associazione all’uopo costituita, ad Emanuela Cauli e Giandomenico Bulciolu, del relativo comitato (che per primi organizzarono il presidio permanente – notte e giorno –  dell’ospedale cittadino, andato avanti per diversi mesi), a Stefania Terrazzoni, del gruppo mamme ex pancioni (che il problema del Punto Nascita hanno portato alla ribalta nazionale), a Lia Salvi dell’associazione Insieme per il Domani. Ma all’incontro di ieri erano presenti anche l’assessore candidato sindaco Claudio Tollis, di Forza Italia, e Francesco Vitiello che sarà candidato sindaco per la Lega Salvini. E oltre a loro altri cittadini, qualche sindacalista e c’erano l’attuale parroco don Andrea Domanski e l’ex parroco don Domenico Degortes. Ancora una volta, ieri, sono stati sviscerati i tanti problemi, le varie carenze e le diminuzioni di servizi e di personale del Paolo Merlo, le discutibili scelte della passata amministrazione regionale di centro-sinistra, le promesse non ancora mantenute della nuova politica regionale di centro -destra, i comportamenti Olbia-centrici dell’ATS che fanno temere per il presente e per il futuro dell’ospedale cittadino.

Bisogna tenere duro, è stato detto, e puntare acché vengano applicate le disposizioni nazionali del D.M. 70, che prevede particolari garanzie per gli ospedali di zone disagiate e insulari. Come bisogna puntare decisamente all’istituzione reale del Distretto di La Maddalena che però, per funzionare davvero, deve avere autonomia amministrativa e soprattutto dotazione finanziaria.

Questo pomeriggio c’è Consiglio Comunale; alla più importante assemblea elettiva democratica del paese il compito di sintetizzare queste e altre proposte e di portarle, attraverso il sindaco Luca Montella, sui tavoli decisionali che contano.

Pubblicato da il 11 Dicembre 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.