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La Maddalena. L’inverno sarà tosto

La Maddalena.  L’inverno sarà tosto

I numeri della stagione turistica sono stati negativi. A partire dalla nostra porta principale di ingresso, i porti di Olbia e Golfo Aranci anche quest’anno hanno registrato mancati arrivi per quasi il 40% rispetto allo scorso anno. Discorso diverso per gli stranieri che, invece, per lo più croceristi, hanno registrato un piccolo aumento. La preferenza che questi ultimi stanno dando non solo al Nord Sardegna ma anche al nostro Arcipelago fa ben sperare in vista dell’interessamento della compagnia Rayanair sullo scalo di Olbia. Ma vediamo cosa ne pensano alcuni commercianti e operatori del settore. Per Vittorio Ragnedda della Oreficeria Ragnedda “è stata una stagione pessima, credo che ormai abbiamo toccato il fondo”. La sua attività è stata avviata dal padre nel 1939 e possiamo annotarlo fra le memorie storiche dei commercianti di via Garibaldi. “Ho conosciuto tutto il percorso che ha compiuto fino ad oggi La Maddalena – ha proseguito Ragnedda – purtroppo anche la qualità dei turisti è cambiata nel tempo. Ma non possiamo lamentarci – ha spiegato – perché presentiamo una città con poco decoro e pochi servizi”. In alcuni casi “siamo ancora lontani da essere anche dei commercianti professionisti”. Per Ragnedda non si tratta di un problema contingente “stiamo pagando le nostre pecche, una mentalità da ventisettisti, da dipendenti, abituati ad avere quella grande goccia con cui lo Stato ci ha sempre fatto a star bene. Purtroppo questo non sta cambiando nonostante la grande necessità che ci troviamo ad affrontare. Il caro traghetti è un conto che dobbiamo pagare perché la mentalità della maggior parte dei maddalenini è contraria al collegamento fisso con l’Isola Madre. Sono stato uno dei promotori del Ponte o del Tunnel ed ho sempre pensato e continuo a pensare che un tunnel consentirebbe alla città di mantenere quei servizi che oggi stiamo perdendo”. Tutto questo ha proseguito Ragnedda “è dovuto al maggior difetto che ha il maddalenino, quello di essere isolato nell’isola, un isolamento anche mentale. Questa, temo, possa diventare un’isola da tremila abitanti, perché – ha spiegato –  quando vengono a mancare i servizi e le infrastrutture anche i pensionati se ne andranno. I giovani lo stanno facendo già, perché non trovano più lavoro”. Tenuto conto che per la costruzione di un collegamento fisso ci vorrebbe molto tempo cosa può essere fatto, gli chiediamo, in un futuro prossimo? “Siamo quarant’anni che ne parliamo e se lo avessimo deciso in quel periodo ora sarebbe già bello e fatto. Purtroppo non è così e nell’imminente sono convinto che sarà difficile avere qualche miglioramento. Il paese è bello ma sono i maddalenini che devono cambiare…”. “Rispetto a due anni fa abbiamo registrato un calo quantificabile almeno al 40%” ha affermato Marco Massidda di Megamotors, noleggio e vendita di moto e biciclette. Purtroppo da quando è iniziato il caro trasporti le presenze sono state sempre meno. Dopo il primo anno – ha proseguito – mi sarei aspettato una presa di posizione e magari qualche soluzione al problema. Invece nulla. E quest’anno è stato anche peggio dell’anno scorso. Ad agosto la gente è venuta ugualmente, ma nel resto della stagione ci sono state poche presenze. È sconfortante poi, a fine stagione, quando ripensi a tutto il tempo in cui sei stato impegnato, fare i conti e vedere che sei giusto riuscito a pagarti le spese ed a mettere qualcosina da parte per tirare avanti durante l’inverno…  Altri, purtroppo non ci sono riusciti e per questo inverno credo, chiuderanno altre attività”. Per Claudia di Gamma Idea, “rispetto agli anni passati il lavoro è stato certamente meno, seppur il calo non è stato drastico come ci aspettavamo. La qualità del turismo è stata certamente inferiore a tutti gli altri anni. Il nostro è un negozio di souvenir e bene o male abbiamo sempre lavorato. Rispetto a due anni fa abbiamo registrato un calo del 35%. Quest’anno è andata più o meno come la scorsa stagione. Forse ci aspettavamo qual cosina di più dopo Ferragosto. Settembre poi non è stato brutto come sembrava – ha concluso –  abbiamo lavorato molto con i gruppi che la mattina visitano i musei e al pomeriggio dedicano qualche ora allo shopping”. Discorso totalmente diverso invece per Marcella Murrighile: “È stata una stagione pessima, peggiore di quello che ci aspettavamo. C’è stata poca utenza, poca presenza di persone. Il turismo di massa è mancato completamente e – ha spiegato –  normalmente è quello che ti fa fare cassetta. L’anno scorso non è andata benissimo, c’è stato un primo calo che però poteva essere assorbito. Quest’anno – ha proseguito – pensavo che, essendo venute a mancare due attività del mio settore, si potesse fare qualcosa di più. Il calo l’ho registrato sia nella vendita degli articoli di artigianato pregiato sia nei semplici souvenir. D’altronde, la mancanza di persone la si poteva notare la sera dopo cena. A luglio nel lungomare non si vedeva un’anima. L’inverno sarà tosto – ha concluso la Murrighile – l’intenzione è di tenere aperto, ma non so fino a che punto potrò permettermi di mantenere i dipendenti. Speriamo bene…”.Rispetto a qualche anno fa la stagione è andata male”  ha dichiarato Rosie Raffo, di Sardegna da Mangiare e da Bere. “Un calo consistente, direi attorno al 30 %. Rispetto a come si erano messe le cose a luglio, ad agosto è andata meglio. La gente è arrivata ed abbiamo lavorato. Si è concentrato tutto nelle settimane a cavallo di Ferragosto che forse hanno salvato la stagione. Le stagioni d’oro, quelle di 4-5- anni fa ce le possiamo dimenticare! Non so se sono mancate le persone. Io vedevo che c’era comunque un po’ di gente. Quello che è mancata è stata la capacità di spesa. Anche a settembre – ha concluso Rosie Raffo – pur registrando un piccolo calo rispetto allo scorso anno ho notato una discreta presenza di gruppi, soprattutto stranieri, in particolare tedeschi,  francesi e svizzeri”. Per Gabriella Fadda di Non solo fiori “è stata una stagione difficilissima, per la quale abbiamo tenuto aperto anche per 14 ore al giorno, perché se si vuole dare un servizio al turista bisogna fare anche i sacrifici. Ormai la crisi si fa sentire ogni anno sempre di più. Cercare di individuare i colpevoli è tempo perso. Credo sia più utile rimboccarsi le maniche tutti insieme per far qualcosa che possa permettere a questo paese di sopravvivere. Purtroppo – ha concluso – ultimamente anche la qualità dei turisti sta scadendo. E non parlo sotto l’aspetto della ricchezza ma di educazione”. “Ho registrato un calo di presenze che credo possa essere quantificato attorno al 50 %, – ha affermato Pier Paolo Conti dell’edicola tabaccheria Roberto Conti – soprattutto per quanto riguarda gli italiani. Il mio è un settore che sente molto la crisi, basti pensare che gli editori per vendere hanno abbassato tutti i prezzi di copertina. Nonostante ciò, si è registrato comunque un calo di vendita”. Senza parlare poi della stagione invernale. “La crisi che viviamo nella nostra isola è gravissima. Le persone  cercano di risparmiare anche l’euro sull’acquisto del giornale quotidiano”. Mario Terrazzoni

Pubblicato da il 8 Novembre 2012. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.