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La Maddalena. No alla privatizzazione del Cimitero

La Maddalena. No alla privatizzazione del Cimitero

“Prima o poi qualcuno passerà alla storia per aver ‘privatizzato’ il Cimitero”. Scriveva così, via web, qualche giorno fa, l’opinionista isolano Gian Carlo Fastame. E sembrava buttata là. In effetti – e Fastame ne aveva avuto giusto sentore – ci sarebbe da parte dell’Amministrazione Comunale, imminente, la decisione di voler procedere all’esternalizzazione dei servizi cimiteriali, che altro non è, in soldoni, che la privatizzazione degli stessi, cioè del Cimitero. La conferma è arrivata dalla sezione maddalenina di Rifondazione Comunista, parte organica dell’Amministrazione Comiti, la quale ha espresso garbatamente ma chiaramente la sua posizione in merito, riportando in un documento alcuni dati. “Attuando una comparazione privato-pubblico, contestualizzato a taluni centri del  nord-Sardegna – scrive Rifondazione – vogliamo porre l’attenzione sulla diversità di gestione (servizio primario per la collettività) del servizio cimiteriale: differenze del costo di un loculo nei Comuni di Olbia, Palau, La Maddalena: il primo è € 3.500; il secondo € 800; il terzo € 1.200. Plaudendo il Comune di Palau, che ha la gestione diretta del servizio, come il nostro Comune, vogliamo attirare l’attenzione sul costo molto alto, del Comune di Olbia, che ha visto aumentare la propria tariffa da 1.500 € a più del doppio dopo l’esternalizzazione del servizio”. In pratica ad Olbia, dove il servizio è esternalizzato, evidenzia Rifondazione, si paga il triplo  rispetto a La Maddalena dove il servizio è comunale. Un bel business per chi riuscirà ad accaparrarselo. Anche perché, aveva scritto Fastame nella sua web-lettera, “i clienti non mancano mai, l’imprenditore gestirebbe il business in regime di monopolio e potrebbe arricchire il business con una serie di servizi, e soprattutto non spenderebbe 1 Euro prima di aver ricevuto la concessione”. Secondo Fastame il volume d’affari stimato sarebbe 865mila euro l’anno. “La deregolamentazione dei servizi primari e l’idea di un suo impiego (capillarmente addentrata sia in Comuni di centro-destra come di centro-sinistra) tendente a razionalizzarli – scrive Rifondazione Comunista – ne aumenta i costi per i cittadini nella maggior parte dei casi (anche nei servizi di appalto meglio concepiti vi è un passaggio in più, postulante un profitto) e la burocrazia”. A discapito del caro estinto e di chi gli sopravvive.

(Martedì 22 marzo 2011)

Pubblicato da il 22 Marzo 2011. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.