,

Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

La Maddalena. Ospedale Paolo Merlo in chiaro scuro, intervista al dr. Randaccio (3)

La Maddalena. Ospedale Paolo Merlo in chiaro scuro,  intervista al dr. Randaccio (3).

 Proseguendo nell’intervista col dr. Carlo Randaccio emerge che quello che sta venendo a mancare al Paolo Merlo “è un servizio medio, che non richiede grandissime specializzazioni e impegni finanziari per strumentazioni e medici e paramedici”.

Quanti ammalati maddalenini potrebbero essere curati qua invece sono in altri ospedali? …

Sono in altri ospedali perché si tratta per esempio malati ortopedici, ginecologici, perché sono malati cardiologici con necessità di terapia intensiva coronarica. Considerato che le cose gravi non si possono curare qui, cosa si pensa di riportare a La Maddalena? I malati ortopedici? Stai tranquillo che dopo avergli fatto la protesi all’anca ce li scaraventano di nuovo qua, perché hanno bisogno di liberare il posto letto. Non è la quantità della prestazione ma la qualità che dobbiamo garantire per garantire la nostra sopravvivenza”.

Due fiori all’occhiello del Paolo Merlo sono la Dialisi e la Camera Iperbarica. Ne parliamo?

“Sono due di quelle scelte strategiche fatte da chi a quei tempi faceva il Direttore Sanitario. Aveva capito che era necessario avere qualcosa che non facevano gli altri. E quando a Olbia non sapevano nemmeno cos’era, qua si faceva la Dialisi. La scelta della medicina Iperbariche è stata una prosecuzione di quell’attività svolta dalla Marina Militare. Sono due cose importanti. Che stanno andando bene. In dialisi, su 12 mila abitanti solo 7 malati usufruiscono del servizio. Nel frattempo hanno aperto ad Arzachena un CAL nel quale hanno messo anche i medici. Con 7 dializzati basta solo un medico, il quale però, quando si deve allontanare deve elemosinare la sostituzione. Di Camere Iperbariche in Sardegna ce ne sono due: una all’Ospedale Marino e una da noi. Metà delle urgenze della Sardegna le facciamo noi. Non siamo mai andati, a livello di Azienda, a rivendicare questo ruolo, e l’Azienda 8 di Cagliari rivendica una quota in più perché svolge per tutta la Sardegna il ruolo di Unità Spinale. Noi potremmo dire che anche a Olbia vorremmo qualcosa in più, perché svolgiamo un ruolo istituzionale regionale con la nostra Camera Iperbarica. Di questo però non importa niente a nessuno”.

Sono servizi a rischio chiusura?

“Tutto sommato non si stanno disancorando da qui. Ad esempio ora c’è una gara, con i nuovi fondi europei, per una nuova Camera da affiancare a questa, da installare proprio a La Maddalena. Se non si creano questi presupposti ci si chiude. Dobbiamo stimolare l’interesse oppure andare a rivendicare che siccome l’Ospedale di La Maddalena è una dependance dell’Ospedale di Olbia vi devono essere le coperture di equipe, in una rotazione delle persone. Questo è l’unico modo per garantire la presenza di medici e di specialisti a La Maddalena. Voglio però anche dire che ci sono realtà insulari, come l’Isola d’Elba, dove c’è un ospedale più grosso di questo ma si prende il traghetto e si fanno altri 60 km per andare a fare la chemioterapia. E ci sono isole dove non c’è niente”.

(3 – continua) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 17 Dicembre 2012. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.