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La Maddalena. Per chi ha bisogno, la Caritas c’è; per mangiare e per le medicine

(di Claudio Ronchi) – Le Caritas maddalenine, di Santa Maria Maddalena e Moneta, in questi difficili tempi di pandemìa, continuano a garantire assistenza a chi ne ha bisogno. E a La Maddalena sono in tanti. Gli uffici sono chiusi, ma sul portone c’è affisso il numero di telefono delle parrocchie per eventuali chiamate. “Quello che stiamo facendo” afferma Anna Rosa Scotto, della Caritas di Santa Maria Maddalena, “è telefonare noi, alle persone che abbiamo in elenco. Prepariamo loro il pacco, concordiamo un appuntamento, vengono in Caritas senza entrare, ci consegnano la loro tessera, gliela firmiamo e gli consegniamo i viveri. La tessera, firmata e datata, serve anche per giustificare, loro, lo spostamento. Lavoriamo con mascherina e guanti. Gli appuntamenti con ciascuno sono sfalsati di ¼ d’ora, in maniera che non si creino assembramenti”. Anna Rosa Scotto prosegue dicendo di avere una certa difficoltà con gli stranieri, perché non tutti hanno lasciato il loro numero di telefono, e non si ha la possibilità di contattarli per dar loro l’appuntamento. Ne approfitta per dire loro di telefonare alla casa parrocchiale, per comunicare il loro nominativo e il numero di telefono.  I magazzini delle Caritas sono piuttosto riforniti, ci assicura la Scotto. “Abbiamo a disposizione una discreta cifra per i medicinali, grazie alla recente donazione del Banco Farmaceutico. Recentemente siamo stati riforniti, dalla Caritas di Tempio, di pasta, riso, pelati, olio, zucchero, marmellata, tonno, carne in scatola, latte e altri prodotti. Possiamo far fronte alle esigenze per le prossime settimane, fino a maggio”. C’è in atto comunque, tra i gruppi cristiani isolani, un forte impegno. “Un po’ di provviste erano state fatte anche attraverso le raccolte tra i bambini del Catechismo. Qualche gruppo parrocchiale si sta rendendo disponibile per sopperire ed integrare quello che ci manca; e quando bussiamo, non manca mai la risposta; anzi, a volte sono loro stessi, che ci chiamano, per dirci se abbiamo bisogno di qualcosa. Devo dire che la comunità credente e praticante è sensibile! Del resto – conclude Anna Rosa Scotto – abbiamo avuto anche donazioni da parte di persone che frequentano poco le parrocchie ma quando sentono parlare di Caritas, mettono mano…”.

Pubblicato da il 21 Marzo 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.