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La Maddalena: Pillole di storia 26. Giovanna Sotgiu, quando Des Geneys voleva realizzare una fabbrica di stoffe

Giorgio Andrea Des Geneys, barone e ammiraglio

La Maddalena: Pillole di storia 26. Giovanna Sotgiu, quando Des Geneys voleva realizzare una fabbrica di stoffe.

Agricoltura e industria. Solo così si sarebbe potuto dare un futuro ai maddalenini. Che allora non potevano vivere solo della presenza della Real Marina (in via di trasferimento a Genova), di mare ed alle attività ad esso legate. Lo aveva capito bene il barone ed ammiraglio Giorgio Andrea Des Geneys, comandante del Re di Sardegna che nei primi anni dell’Ottocento aveva la propria base principale proprio nell’Arcipelago. Lo ha ricordato la professoressa Giovanna Sotgiu, intervenendo il 23 aprile 2012, nel giorno di San Giorgio, dopo la Messa celebrata nella omonima cappella in S.Maria Maddalena, nel corso della commemorazione del ‘Barone’, storicamente ritenuto grande benefattore della comunità isolana. Dopo aver ricordato che fu lui ad aver voluto l’edificazione della chiesa, aver donato quella cappella in marmo col grande quadro, l’altare maggiore, la balaustrata e il pulpito, Giovanna Sotgiu ha focalizzato l’attenzione su due progetti che quest’uomo aveva studiato per l’Isola ed i suoi abitanti, e che se avesse avuto la possibilità di realizzarli avrebbero forse cambiato la storia maddalenina, quantomento dell’Ottocento. All’epoca – ha ricordato la Sotgiu- i maddalenini  “avevano bisogno di tante cose, soprattutto del pane. L’’Isola non produceva niente e certamente non produceva grano. E quindi, una delle preoccupazioni di questo Ammiraglio fu soprattutto quella di cercare di garantire il necessario apporto di farina e di pane”. Come? Nel 1806 le avverse condizioni meteorologiche determinarono scarsissimi raccolti in Sardegna. Ciò produsse una tremenda carestia in quell’anno ed anche nel successivo 1807, della quale glim isolani soffrirono moltissimo. Il pane scarseggiò infatti sia per i militari della guarnigione e delle navi e che per la popolazione. “In quell’occasione – ha ricordato la Sotgiu – Des Geneys fece la proposta di creare una colonia a Palau. Diceva: visto che qui non abbiamo terreni per coltivare il grano, perché non chiediamo di avere il terreno di Palau. Lì i maddalenini e anche quelli che dalla Corsica vengono qua perché cacciati, potrebbero trovare ampi terreni da coltivare e quindi finalmente la penuria del grano non si farebbe più fatta sentire”. La proposta non fu accettata da parte del Governo dell’epoca – ha spiegato Giovanna Sotgiu – poiché quei terreni appartenevano proprietari parte dei quali stavano in Spagna e poi perché non vi erano le risorse sufficienti per pagarli. Ma la proposta più ‘rivoluzionaria’ in un periodo nel quale la Rivoluzione Industriale era di là da venire, fu quella della “realizzazione di una fabbrica di stoffe che doveva sorgere là dove oggi c’è il Genio Marina e il Circolo Ufficiali. Secondo lui una fabbrica di quel tipo avrebbe potuto dare lavoro a molte persone che non potevano vivere su e dal mare. Si pensi che Des Geneys – ha sottolineato la professoressa Sotgiu – era già arrivato a redigere un atto notarile, ad impegnare il Governo, e anche colui che avrebbe dovuto mettere i soldi per realizzare la fabbrica, con una garanzia che oggi che parliamo tanto di articolo 18, di licenziamento, di assunzioni, aveva veramente di moderno. Appena la fabbrica fosse nata” e qui la Sotgiu ha evidenziato quanto il ‘Barone’ ci tenesse che l’operazione dovesse andare il più possibile a favore della popolazione –  il proprietario s’impegnava a dare lavoro subito ad un terzo dei lavoratori locali e negli anni sarebbero sarebbe dovuti arrivare al 50% della manodopera impiegata. La fabbrica avrebbe dovuto produrre non soltanto stoffe per abbigliamento ma anche per le navi della Marina del Re, per le vele, per i cordami e per tutto quello che sarebbe stato necessario”. Si era allora nel periodo nel quale oggi viene inquadrata la Prima Rivoluzione Industriale (che interessò soprattutto, almeno inizialmente, l’Inghilterra), cronologicamente collocato tra il 1780 ed il 1830, rivoluzione che interessò soprattutto il settore metallurgico e tessile (appunto), caratterizzato dall’introduzione della spoletta volente, un congegno che consentiva la tessitura automatica, e della macchina a vapore. Non se ne fece niente, non solo perché il progetto era forse troppo all’avanguardia per il Regno di Sardegna ma anche perché, probabilmente, allora come ora, La Maddalena scontava e sconta, la difficoltà dei collegamenti e la lontananza dai mercati, fattori estremamente penalizzanti per la buona riuscita di un’industria di trasformazione.  Claudio Ronchi

 

Pubblicato da il 22 Novembre 2012. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.