,

Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

La Maddalena. Pubblicato “Scalpellini, maddalenini in Egitto e Sudan”, di Tommaso Gamboni

(di Claudio Ronchi) – L’ultimo importante lavoro di Tommaso Gamboni, studioso serio e stimato, riguardo storie di uomini “che per un certo periodo della loro vita hanno ‘abbandonato’ la propria terra, i propri affetti, per recarsi in questi luoghi lontani e sconosciuti”. Gente che partì per l’Africa, l’Egitto e il Sudan, dove si stavano costruendo opere grandiose come le dighe di Assuan e di Jebel Aulia. Erano umili operai e scalpellini che trascorsero in quelle assolate e desolate regioni, più o meno lunghi della loro vita, qualcuno senza fare ritorno altri, tornati, profondamente provati da un’esperienza unica per il fisico e il morale. Gamboni ha raccolto le storie di queste persone, ricercando le tra registri, documenti e lettere, con una pazienza certosina che non potrebbe portare gli importanti risultati che mostra il libro se non fosse accompagnata dal fascino che in lui evidentemente suscita un mestiere durissimo, dal rispetto per le vite di uomini dediti al sacrificio e dall’amore per la storia. Molti di questi uomini, scrive Gamboni, “lasciavano la propria casa perché sovente scarseggiavano terre da coltivare e pascoli fertili; mancavano cibo, acqua e lavoro o altre condizioni per vivere. Un aspetto, invece, che dovremmo considerare è che l’uomo che emigrava non era sempre poverissimo, perché chi era povero non si muoveva, non aveva le energie. Chi emigrava, invece, era quello più forte, più carico di energie; questi si muoveva per migliorare la sua situazione economica e sociale ma pensava soprattutto anche alla propria famiglia”. La maggior parte di questi uomini sono ritornati alla propria terra, scrive Gamboni, “alcuni (pochi) si sono stabiliti in quelle terre e non hanno fatto più ritorno a casa; qualcuno è anche morto per malattie contratte durante la permanenza in Egitto, malaria e dissenteria mietevano vittime tra queste persone, non abituate a mangiare cibo mal conservato e acqua scarsamente potabile”. Un altro tassello dunque, sull’arcipelago e sui suoi abitanti, è stato ricostruito e messo al suo posto, andandosi ad aggiungere al mosaico che forma la storia di quest’isola. Un’opera meritoria quella di Tommaso Gamboni, e originale, frutto delle sue fatiche che sono anche passione, delle sue ricerche e da lui scritta di pugno. Cosa che purtroppo non sempre accade, in quest’epoca nella quale, in maniera sovente piuttosto disinvolta, ci sono persone che, con i copia e incolla, a volte senza aver mai letto un documento originale e senza grande preparazione di base, pubblicano “di storia” sul web, a volte senza neanche il buon gusto di citare gli autori.

Pubblicato da il 28 Giugno 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News,Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.