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La Maddalena. Riforma sanitaria, le perplessità dell’APOPM

(di Claudio Ronchi) – Nutre più d’una perplessità e timore, Aldo Pireddu, presidente dell’associazione presidi ospedale Paolo merlo, sulla riforma sanitaria recentemente approvata dal consiglio regionale. Pur non essendo stata ancora pubblicata, da notizie giunte sulla base delle relazioni della commissione sanità, ha scritto il presidente sulla pagina Facebook dell’associazione, dal riordino della rete ospedaliera sparirebbero “lo stabilimento di area disagiata, disconoscendo quanto previsto dal DM 70/2015 al Punto 9.2.2 e all’art. 6.2 della Riforma Regionale del 25 Ottobre 2017”. Aldo Pireddu afferma che “ignorare l’esistenza delle Aree Disagiate o Insulari, non ci fa ben sperare e ci incute un certo nervosismo”. Pur tuttavia nella riforma appena approvata vede uno spiraglio in due articoli il 40 e 41 che riporta: “La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale competente in materia di sanità, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispone un piano di investimenti straordinari per il rinnovo e la sostituzione delle strutture ospedaliere esistenti mediante la realizzazione di nuovi presidi ospedalieri, di moderna concezione architettonica e funzionale, in grado di realizzare una migliore efficienza ed efficacia delle prestazioni sanitarie. 2. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale individua, in particolare, i presidi ospedalieri da sostituire con nuove strutture e quelli da mantenere in efficienza. Con riferimento a questi ultimi, acquisisce dalle aziende entro le quali essi ricadono le relazioni tecniche di quantificazione economica degli interventi da realizzare”. Ci sono dunque 60 giorni di tempo, sottolinea Pireddu, “per avviare quelle azioni a difesa del Diritto alla Salute sancito dall’art 32 della Costituzione”.

Pubblicato da il 5 Settembre 2020. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.