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La Maddalena. Roberto Marche al Parco Nazionale: quel relitto romano di Spargi dimenticato e a rischio …

(di Claudio Ronchi) “Nel 2007, in una sera di fine ottobre, dopo una grossa mareggiata che colpì l’Arcipelago, andai con il mio gommone a Cala Corsara, feci un giretto con la maschera e scoprii, a circa 5 metri di fondale, con mio stupore assoluto, una nave oneraria romana proprio dentro la cala. La mareggiata tolse tutta la sabbia presente, penso per almeno un metro, e venne fuori lo scafo per circa una decina di metri, ben visibili, chiglia fasciame e controfasciame, una autentica meraviglia, tantissimi cocci di anfora intorno e chiodi del fasciame”. A fare questo racconto, sulla propria pagina facebook, è stata Roberto Marche, maddalenino, che ha raccontato dell’eccezionale suo ritrovamento fatto nell’isola di Spargi. Marche ricorda di aver avvertito immediatamente la Guardia di Finanza e successivamente venne accertato, dalla Soprintendenza di Sassari, che si trattava proprio di del relitto di una nave oneraria romana. Quel relitto, con i cocci d’anfora e i chiodi del fasciame, da ben 13 anni è sempre lì, non solo senza alcun controllo, e quei fondali sono particolarmente frequentati durante l’estate, ma anche esposto ai danni che le imbarcazioni, gettando gli ancorotti, possono arrecargli, trattandosi di un basso fondale. Roberto Marche si rivolge pertanto al Parco Nazionale  dell’Arcipelago di La Maddalena che, scrive, “probabilmente si è dimenticato del Relitto, visto che non sono stati attualmente piazzati i cavi tarozzati in prossimità della zona della nave, che viene giornalmente bombardata dalle ancore delle imbarcazioni e natanti di ogni tipo”.

Pubblicato da il 16 Luglio 2020. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.