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La Maddalena. Sul Club Med una ‘cantonata’ della maggioranza?

La Maddalena. Sul Club Med una ‘cantonata’ della maggioranza?

L’impressione che si ha da tempo è che il Club Med di La Maddalena, chiuso ormai da 5 anni, vista la bocciatura del progetto di miglioramento qualitativo presentato a suo tempo alla Regione con le cosiddette ‘Intese’ (per la quale bocciatura il Comune di La Maddalena ha presentato ricorso al Tar), sia disponibile, suo malgrado, pur di riaprire l’attività, a soprassedere e rilanciare la struttura nei modi e nelle forme tradizionali. La stessa impressione la devono aver avuta i consiglieri di minoranza del Comune di La Maddalena Montella, Guccini e Pedroni, i quali, insieme agli altri colleghi d’opposizione hanno presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno con il quale si chiedeva di “impegnare il Sindaco e la Giunta affinché si faccia promotore di un’iniziativa volta a raffigurare alla Società Club Mediterranee la richiesta di aprire nuovamente il resorts di Caprera apportando tutte quelle modifiche che non richiedono l’edificazione di strutture in cemento ma solo la sostituzione di tutti quegli elementi non stabili e di basso impatto ambientale”. Il valore aggiunto del resorts, infatti – è scritto nel documento – è dato dal complesso di bungalow situati in prossimità del mare (opzione questa che non potrà essere mantenuta nell’eventuale progetto di restyling). Bungalow che le moderne tecnologie offrono dotati dei confort essenziali quali i servizi igienici in camera ed il condizionamento termico. L’intento, ribadito da tutti i consiglieri di opposizione firmatari del documento, afferma Massimiliano Guccini “era quello di chiedere alla società Club Mediterranee di riaprire il resorts di Caprera senza aspettare ulteriormente i tempi della giustizia che potrebbero differire nel tempo. Così da dare una speranza per la prossima stagione estiva a tutti i lavoratori che ne auspicano la riapertura immediata. Ipotesi – sottolinea Guccini – che potrebbe essere al vaglio del management, visto che la società paga una concessione alla Regione Sardegna (€ 190.000 annui) senza avere alcun ritorno economico da ormai cinque anni”. L’argomento ieri sera è stato lungamente discusso in Consiglio Comunale ma le minoranze non sono riuscite a convincere la maggioranza, più decisa che mai a portare avanti, forse anche per una questione di principio, la battaglia legale per l’ottenimento delle autorizzazioni così come richieste alle ‘Intese’. Alla fine la proposta di ordine del giorno è stato respinta, avendo conseguito soli i voti favorevoli delle minoranze. Col rischio che la maggioranza Comiti abbia preso anche su questo problema una nuova cantonata.

(Giovedì 9 giugno 2011)

Pubblicato da il 9 Giugno 2011. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.