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L’arcivescovo Curis sarà seppellito nella chiesa di Santa Maria Maddalena

Funerali mons. Carlo Curis Foto Tommaso Antonelli

Foto Tommaso Antonelli

Il desiderio lo aveva espresso a don Domenico Degortes nel 2012, in occasione dei suoi 65 anni di sacerdozio. Poter essere sepolto nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

Da Tempio il vescovo mons. Sebastiano Sanguinetti sta per inviare al Comune di La Maddalena una richiesta in tal senso, per la quale non dovrebbero esservi motivi ostativi.

Mons. Carlo Curis, arcivescovo e nunzio apostolico (ambasciatore) del Vaticano, deceduto a Roma il 29 settembre scorso, dovrebbe essere sepolto, a raso, nella cappella della Madonna del Rosario, fatto unico nei 200 anni di storia della chiesa, che proprio quest’anno ha celebrato i 200 anni dall’edificazione.

Mons. Curis era deceduto alle 15:00 di lunedì 29 settembre a Roma, nella sua casa ai Parioli, Aveva 91 anni. La salma, partita da Civitavecchia la notte martedì 30 settembre, era giunta il 1° ottobre a La Maddalena. E’ stata esposta nella chiesa di S.Maria Maddalena per tutta la giornata. La notte c’è stata una veglia di preghiera. Il rito funebre si era svolto giovedì mattina 2 ottobre.

Alla Messa funebre erano presenti 23 sacerdoti (tra i quali tutti i parroci della Forania) e 7 vescovi. Oltre a mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio Ampurias, che aveva presieduto il rito, era presente l’arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza Episcopale Sarda, Arrigo Miglio, gli arcivescovi Paolo Atzei di Sassari e Ignazio Sanna di Oristano, il vescovo Giovanni Dettori di Ales-Terralba, mons. Mauro Morfino, vescovo di Alghero-Bosa, e il vescovo emerito Pietro Meloni (ex di Tempio-Ampurias ed ex Nuoro), il vicario di Tempio-Ampurias mons. Andrea Raffatellu.

Curis 1Non c’era invece alcun rappresentante del Vaticano, come il rango di Curis – diplomatico della Santa Sede, sebbene da tempo in pensione – e il ruolo svolto nel mondo, dall’Africa, all’Asia, all’America, avrebbe forse richiesto, né avevano assistito al rito funebre numerosissimi fedeli, forse per la riservatezza che lo ha sempre contraddistinto, negli oltre sessant’anni di lontananza da La Maddalena, anche quando tornava per pochi giorni di riposo nella sua Isola.

Mons. Sanguinetti, nell’omelia, aveva ricordato le opere di mons. Curis nel suo servizio alla Chiesa come rappresentante del Papa in paesi lontani, anche religiosamente. Aveva sottolineato il suo motto episcopale “Humilitas et Securitas”, per significare che con l’umiltà si trova anche la sicurezza.

Alla fine della Messa era stato letto un messaggio del Segretario di Stato mons. Parolin e il messaggio di mons. Becciu, sostituto alla Segretaria di Stato della Santa Sede. Il sindaco Angelo Comiti, come primo cittadino, aveva rivolto un saluto a nome della comunità maddalenina.

Nato a La Maddalena il 2 novembre 1923, Carlo Curis era stato ordinato sacerdote, dal vescovo Albino Morera, il 13 luglio 1947. Insegnante al seminario minore e cappellano delle carceri di Tempio, aveva conseguito poi a Roma la laurea in Diritto Canonico e aveva frequentato la Pontificia Accademia Ecclesiastica (scuola di diplomazia della Santa Sede).

Era stato ordinato sacerdote il 13 luglio 1947 e consacrato vescovo il 3 ottobre 1971.

La prima destinazione diplomatica di mons. Curis era stata presso la Segreteria di Stato del Vaticano, seguita da incarichi in Uruguay, Cile, India, Stati Uniti e infine di nuovo a Roma presso la Nunziatura Apostolica. Nel 1971 fu nominato da Papa Paolo VI, Delegato Apostolico di Ceylon e consacrato Arcivescovo di Medeli.

Nel 1978 mons. Curis venne nominato Pro-Nunzio in Nigeria (dove accolse papa Giovanni Paolo II in visita) e dal 1986 al 1990 ricoprì l’incarico di Delegato Apostolico di Gerusalemme, Giordania e Cipro. Qui favorì la prima consacrazione di un palestinese ad arcivescovo di Gerusalemme. L’ultima “missione” di mons. Curis si svolse, dal 1990 al 1999, quale Nunzio Apostolico della sede diplomatica pontificia del Canada.

Dopo l’intensa attività diplomatica l’arcivescovo Curis ha risieduto a Roma dove ha ricoperto l’incarico di membro della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e di Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali.

Nonostante la lontananza mons. Curis aveva sempre seguito le vicende di La Maddalena, anche attraverso il settimanale locale Il Vento, che puntualmente gli giungeva a Roma, inviatogli dalla sorella Anna.

Negli ultimi anni, d’estate, per questioni di salute aveva diradato le venute all’isola, preferendo trascorrere le vacanze nella sua casa di Porto Cervo, per la vicinanza all’ospedale di Olbia e all’aeroporto. L’ultima sua presenza pubblica a La Maddalena era stata per la festività patronale di Santa Maria Maddalena, il 22 luglio 2012, in occasione dei 65 anni della sua ordinazione sacerdotale. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 3 Novembre 2014. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.