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Le dimissioni del sindaco Ragnedda aprono la pre-campagna elettorale

Piuttosto che rimanere al palo a farsi impallinare da chi, nel corso del mandato amministrativo era all’opposizione consiliare o extra consiliare, come anche dagli ex alleati e da chi, per rilanciarsi alle prossime elezioni, doveva prendere le distanze dal pregresso, il sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda ha presentato le dimissioni. Forse non del tutto inattese.

E tra una quindicina di giorni a questo punto (trascorsi i quattro lustri previsti dalla legge entro i quali potrebbe sempre ritirarle) il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru dovrà, con decreto, nominare un commissario regionale, che dovrà curare l’ordinaria amministrazione (ma anche la straordinaria quando occorre, che ad Arzachena certamente non manca), organizzare le elezioni, e consegnare il paese tra la fine di maggio e i primi di giugno, al nuovo sindaco democraticamente eletto.

Le dimissioni del sindaco Ragnedda daranno un’accelerata alle diverse ipotesi di aggregazioni attorno alle diverse figure di candidato a sindaco, sulle quali da tempo schieramenti e gruppi stavano lavorando.

Ci vorranno mesi naturalmente perché si giunga a coagulare alleanze e liste, tra confluenze, accordi, abbandoni, polemiche e colpi di scena – come ogni pre-campagna elettorale del resto prevede. E sei mesi sono lunghi da passare.

Claudio Ronchi -claudioronchi@tiscali.it

Pubblicato da il 16 Dicembre 2016. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.