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Palau. Auguri per i suoi 100 anni, dottor Cossu!

(di Marilena Bruschi) – Oggi, venerdì 30 ottobre, Palau avrà l’onore di festeggiare un altro centenario, dott. Nino Cossu, medico specializzato in malattie polmonari. Di famiglia lurese, dal 1985 ormai in pensione, decide di rimanere a Palau dove risiedono due dei tre figli. Ho avuto il piacere di intervistarlo e non mi aspettavo una persona così brillante nell’aspetto e nella cultura, molto riservato nel raccontare del suo lavoro e della famiglia ma traspariva dagli occhi, lucidissimi, l’amore per entrambi. Il padre era militare nell’esercito perciò la famiglia Cossu ha dovuto girare parecchio, La Maddalena, Olbia, Modena, Roma. Si laurea in medicina a Perugia nel 1946 (la foto ritrae dott. Cossu appena laureato) e lavora a Sassari nell’infermeria militare. Come studente universitario partecipa alla seconda guerra mondiale in Russia dove ha il compito di aiutare i medici da campo nel curare i feriti. Nel 1952 sposa una lurese e formano una bella famiglia con tre figli, Maria Cristina medico a Pisa, Franco, medico di base a Olbia, ora in pensione, e Salvatore, medico oncologo all’ospedale di La Maddalena. Da quando è in pensione racconta che ama il mare e la barca, ha una bella casa proprio di fronte a Palau Vecchio e, in questo periodo che non è prudente uscire, si accontenta di vedere il mare dalla finestra e il traghetto che va e viene. Ama leggere i libri classici e soprattutto la letteratura greca. Quando gli chiedo qualcosa del suo lavoro di medico vedo negli occhi uno sguardo più intenso e ne parla con passione, sicuramente quella che ha contagiato anche la professione dei figli. Ha lavorato a Nuoro per 21 anni nell’ex Sanatorio Climatico, attuale Ospedale Zonchello, specializzato nella cura della Tbc che era endemicamente e drammaticamente diffusa in Sardegna ma già all’avanguardia per quei tempi perché aveva padiglioni separati e ben esposti alla luce solare, massimo della pulizia e dell’igiene con nuove apparecchiature. Una malattia molto contagiosa, ricorda dott. Cossu, che comprometteva tutta la famiglia; non se ne parlava e a volte le persone infette venivano abbandonate e trovavano assistenza, conforto e riacquistavano la salute al Zonchello. Inevitabile fare un confronto con il virus Covid-19 e la paura del contagio del quale se ne parla come “untori”. Spaventa il non conoscere la malattia, afferma dott. Cossu, ma la nuova tecnologia e le nuove tecniche di rianimazione presto risolveranno anche questo virus e come per la tubercolosi ora è una malattia normale e curabile, presto lo sarà anche il Covid. Però ci vuole prudenza!

Pubblicato da il 29 Ottobre 2020. Archiviato in Brevi,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.