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Palau. Il teatro a Palau con ‘Tante cose belle’

Palau. Il teatro a Palau con ‘Tante cose belle’,

Mercoledì 8 febbraio secondo appuntamento con la Stagione di Prosa Palaese, che ha visto calcare il palcoscenico di Montiggia da un cast di alto spessore, formato da: Maria Amelia Monti, Manrico Giammarota (sostituto di Gianfelice Imparato), Carlina Torta e Valerio Santoro. La regia di Alessandro d’Alatri, che ha saputo riunire gli attori sulla scena creando dei quadri di vita legati nel bene e nel male dal senso intrinseco degli oggetti, capaci di racchiudere ognuno un’anima. Il testo scritto e curato da Edoardo Erba, che in tante pièce ha saputo ancora una volta dimostrare col suo linguaggio poetico, mescolato ad un’ironia spesso commovente concetti semplici della vita quotidiana che spesso però non si considerano. Una storia che ha come legante una patologia, che per risolverla è bene tornare a monte, alla madre di tutte quelle cose, custodite gelosamente come se celassero una propria personalità. Orsina, la protagonista ricerca queste “anime” in qualunque cosa la circondi: dal semplice bigliettino con su scritto un numero di telefono, ad un tubo rotto smontato dall’idraulico. Il tutto viene presentato però sotto una forma tale da far emergere la psicologia intrinseca della protagonista, interpretata dalla semplice Maria Amelia Monti, con naturalezza e spensieratezza. Ma non è l’unica a soffrire per la mancanza, sin da piccola, di affetti familiari, perché in fin dei conti anche colui che in un primo momento così per caso, l’incontra fa sì che lui riceva qualcosa in cambio, come una semplice attenzione, una carineria da parte dell’Orsina. Lui cela però un segreto per via del fatto che è l’amministratore di condominio incaricato dalla gran parte degli inquilini e capeggiati da un’insopportabile ed abilissima signora pronta a trovare sempre il pelo nell’uovo, rinchiusa nel suo finto perbenismo, sorretta da un inquilino doppiogiochista, rinchiuso nella sua quotidianità, ma pronto a tramare alle spalle degli altri. Edoardo Erba ha saputo riportare in scena elementi peculiari della modernità e che nella sua semplicità rilieva notevoli picchi di poeticità a momenti malinconici: i due protagonisti sono legati da un filo d’Arianna, che li terrà uniti sino al finale, un esito felice e sereno, tipico di tante commedie di Erba. La riflessione a conclusione dello spettacolo, che emerge di primo acchitto è che ad oggi si può vivere felici anche con poco o comunque quel poco che ti permette di esser sereno, lontano dal consumismo frenetico che la globalizzazione ha imposto ad ognuno di noi, ma che ad oggi questo concetto va a diminuire. Ottima serata, ottimo cast e con positive risposte da parte del pubblico presente. L’appuntamento successivo è previsto per il 1° Marzo con la Compagnia de “Gli Ipocriti”, che porrà in scena: “Gomorra”, noto testo di Roberto Saviano. Andrea Bebbu

Pubblicato da il 13 Febbraio 2012. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.