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Palau. Pinocchio va in parrocchia …

(di Marilena Bruschi). Finalmente finisce il 2020 che ricordiamo come l’anno del Covid, la pandemia che ci ha portato molte difficoltà di salute, sociali, economiche e psicologiche. Ma non tutto è da buttar via, ci sono state delle nascite che hanno portato la gioia in famiglia, studenti che si sono diplomati e laureati, anche se in videoconferenza, raggiungendo la meta di un futuro lavorativo. E che dire del risveglio della solidarietà, del senso di comunità, dello stare insieme e provare l’esperienza di sostenere, anche solo con un gesto o una parola le persone più deboli, della capacità di seguire delle regole, di prenderci cura di noi stessi.  Non ultima la scoperta della creatività sul piano del lavoro, della scuola, dello svago e tanto ancora. Proprio dalla creatività del nostro parroco don Paolo Pala è nato il piccolo regalo che tutti noi palaesi abbiamo trovato sotto l’albero di Natale (cassetta delle lettere) “Pinocchio va in parrocchia, la lettera aperta ai parrocchiani e non…”. Un libretto piacevole nel formato, nella copertina allegra e nello stile scorrevole e di facile lettura per tutti. Inizia con “C’era una volta…” ma si capisce subito che la favola è ricca di significati e stimoli per noi, a volte veri pupazzi di legno, che nel cammino della fede, poca o molta, spesso ci perdiamo, cambiamo strada, cambiamo accompagnatori. Come Lucignolo, trascinatore negativo, e come tante facili soluzioni sulla quale si adagiano i nostri giovani senza impegnarsi a costruire e realizzare per il futuro. Come Mangiafuoco, burattinaio spaventoso e prepotente ma capace di commuoversi ed essere generoso e questo ci porta a fare attenzione ai finti cattivi e ai falsi buoni. Oppure il Grillo parlante, alias nostra coscienza, sempre pronta a metterci in guardia dalle strade troppo facili, a farci riflettere da idee confuse e con pochi valori. Che dire del Gatto e della Volpe, persone spregiudicate che vivono alle spalle degli altri come sono le cattive compagnie che, attraverso il vizio, ci rendono ciechi e zoppi proprio come loro! Meno male che c’è Geppetto che ha dato la vita a Pinocchio, una casa e un futuro come i nostri genitori, la famiglia da salvare e salvaguardare come i nostri anziani, e la Fata turchina, la persona che ci aiuta, che ci consiglia e di cui ci fidiamo, che può essere il marito o la moglie, il fidanzato, i nonni o un amico oppure la nostra Madre Celeste che non si stanca mai di ascoltarci. Termina il racconto con il Pescecane, il mostro marino che farà incontrare padre e figlio e portarli in salvo. Questo è un richiamo forte ad essere Chiesa, a sentirci comunità, generati, partoriti e salvati. 

Il libretto ha una dedica “A don Salvatore Matta, padre e maestro della nostra Comunità per ben 51 anni!”

Pubblicato da il 31 Dicembre 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.