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Palau. Samuele Mei racconta la sua esperienza di attore in “Assandira”; Un signore, che dice di essere un regista, mi chiede se può farmi delle foto …

(di Marilena Bruschi) – Grandi applausi alla proiezione del film “Assandira” … un film intenso, ambientato nel cuore della Sardegna, ricco di silenzi e sguardi, con attori pienamente inseriti nella cultura del territorio. Primo attore Gavino Ledda, pastore, padre e padrone, come il suo primo film che ha vinto la Palma d’oro a Cannes, in lotta con il suo passato e la falsa modernità che il figlio, interpretato da un bravissimo Marco Zucca, cerca, assieme alla moglie danese Grete, di riconvertire un vecchio fabbricato del padre in un agriturismo “Assandira”.

In questa storia anche un palaese, Samuele Mei, che interpreta il ruolo di Peppe Bellu, un giovane pastore con diversi ruoli, in bilico fra il vecchio e il nuovo, fra il rigore delle tradizioni e la volgarità del tempo moderno.

Samuele Mei, diplomato in ragioneria, bravo artigiano del legno che diventa attore in pochissimo tempo e non solo, varca il famoso tappetto rosso alla Mostra del Cinema a Venezia. La domanda logica è: “Come hai fatto?” Samuele risponde volentieri ed è un fiume di parole, lui così riservato, dimostrando maturità e grande soddisfazione per aver colto questa occasione.  Racconta di un incontro fatto alla Fiera di Ozieri nel 2016 con un signore che dice di essere un regista, Salvatore Mereu, che bussa alla sua spalla e gli chiede se può fare delle foto per scegliere dei visi adatti per un film che ha in programma. Perplesso e piuttosto incredulo, accetta, ma non crede veramente che sia un regista.

“Passa un anno e, sempre alla Fiera del bestiame di Ozieri, un signore, che non conoscevo, mi saluta e mi chiama per nome. Dice di essere l’aiuto regista di Mereu e vuole fare altre fotografie e mi chiede il numero di telefono. Passa un altro anno, agosto del 2018, e mi chiedono se parlo il logudorese (assolutamente no, la mia famiglia è di Narcao) allora mi fanno fare un’intervista virtuale in sulcitano. Il 15 settembre mi chiamano per fare dei provini a Cagliari e con Marco Zucca improvvisiamo una zuffa. Ritorno a casa, abbastanza frastornato, non volevo illudermi, però … Dopo venti giorni mi richiamano: Sei Peppe Bellu. Fai la valigia, metti dentro alcuni tuoi abiti che rappresentino un sardo pastore. Domani devi essere a Burgos, giriamo”.

Con molta incoscienza ma tanta adrenalina, Samuele va a Foresta Burgos, firma il contratto e alloggerà a Monte Pisanu, insieme a tutti gli altri, nel locale dove c’era la scuola di Polizia, fuori dal mondo e senza connessione. Inizia così la sua avventura, un’esperienza entusiasmante che lascia il segno non solo per il film ma anche per le persone che ha incontrato, “Persone semplici, eravamo una famiglia fra attori e personale di regia, c’era collaborazione e nessun arrivismo. Spesso si andava oltre il copione e si improvvisava. Ho stretto una bella amicizia con Marco Zucca, anche lui non attore come me, è un contabile, scelto per caso a Dorgali, e con Gavino Ledda ho un rapporto bellissimo, una persona sincera e genuina“. Alla domanda finale sulle aspettative future la risposta è semplicemente rivolta al laboratorio del legno che segue con il padre “Ho avuto una grande soddisfazione ma non sono un attore, bisogna studiare”.

È vero caro Samuele, però so già che ti stanno cercando per un altro film, prepara la valigia!

Pubblicato da il 20 Settembre 2020. Archiviato in Attualità,Cultura,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.