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PILLOLE DI STORIA 44. Commemorati i caduti tedeschi del 26 luglio 1943 (Seconda parte)

Giovanna Soro Saba

Giovanna Soro Saba

Con il convegno, il lancio di corone, i momenti di raccoglimento e le preghiere del 26 luglio 2013 scorso forse anche a La Maddalena si é messa la parola fine alla Seconda Guerra Mondiale, o quanto meno si è dato un forte impulso a questa ‘maturazione’. È  stata infatti una giornata di riconciliazione, con la presenza, per la prima volta, di autorità consolari e militari tedesche. Ricordando i soldati tedeschi morti nell’Arcipelago, nell’abbattimento di 2 esamotori Messerschmitt Me 323 Gigant, ci si è ricordati, oltre al fatto che anche loro erano figli di mamma, fidanzati e mariti di giovani donne, babbi di teneri pargoletti rimasti orfani,  che all’epoca erano anche i nostri alleati. Come il fatto che i sanguinosi bombardamenti che Maddalena subì furono ad opera di americani e britannici, all’epoca nostri nemici. Artefice dell’iniziativa è stata Giovanna Soro Saba, sardo-piemontese, fondatrice della Banca della Memoria Maddalenina, che da alcuni anni ha scelto, col marito Giovanni, di abitare nell’Arcipelago, svolgendovi un ruolo attivo, sia in campo storico-culturale che di fede cristiana. “La commemorazione del mattino, la Messa in suffragio, la cerimonia della deposizione della croce a Mongiardino, il lancio dei fiori a Caprera, le riprese dalla tv tedesca e ampiamente documentate da Lamaddalenatv, hanno toccato momenti di lirismo. Il suono del Silenzio, la lettura dei nomi dei soldati tedeschi e italiani a Mongiardino, hanno commosso tutti”, ha commentato l’organizzatrice. “La Guardia Costiera ha inviato una sua rappresentanza per la commemorazione del mattino. L’Amministrazione Comunale e il Parco, che hanno patrocinato l’evento, hanno collaborato pienamente e sono stati molto efficienti. Il Parco ha messo a disposizione delle autorità straniere un suo mezzo nautico. Anche le Forze dell’Ordine e la Finanza erano presenti. Qualche personalità ha brillato per l’assenza? Ognuno è responsabile delle proprie azioni”. Quella del 26 luglio scorso, precisa Giovanna Soro Saba, “è stata una ricostruzione storica, non una riabilitazione del Nazismo e del Fascismo, come qualcuno poco informato potrebbe pensare. Fra gli 88  giovanissimi soldati c’erano anche 5 italiani, a nessuna delle loro famiglie è stato comunicato il luogo esatto dell’abbattimento. D’ora in avanti le famiglie potranno essere informate. Mi auguro vivamente, per la nostra comunità, che il sito del relitto venga protetto. Penso che chi ha un po’ di raziocinio sia in grado di distinguere fra ideologia e faziosità, umanità e conoscenza. Un insigne responsabile dell’ANPI – prosegue la fondatrice della Banca della Memoria Maddalenina – mi ha detto che forse a La Maddalena i tempi non erano ancora maturi per una commemorazione. Proprio perché ho alle spalle una solida tradizione familiare e una militanza personale di antifascismo, non aspetto che i tempi maturino, faccio ciò che mi detta il cuore e la ragione”. E ha fatto bene … (2-continua) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 12 Dicembre 2013. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.