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PILLOLE DI STORIA 47 Commemorati i caduti tedeschi del 26 luglio 1943 (Quinta parte) Frau Alessandra Bruder, console di Germania in Sardegna: “Il fatto che oggi, qui a La Maddalena, vengano ricordati tutti insieme, penso che sia un segno del profondo cambiamento dalle nostre coscienze”.

Bruder Alessandra Console tedesco a Cagliari wCosì Alessandra Bruder, console tedesco a Cagliari e per la Sardegna. “Desidero ringraziare di cuore tutte le persone che hanno voluto generosamente contribuire a riaprire una pagina del nostro passato, e ricordare, con questa giornata commemorativa, e con questo incontro, un momento per noi particolarmente significativo, che coinvolse direttamente anche la vita della comunità maddalenina. So che molti dei caduti tedeschi di quel giorno si trovano sepolti nel cimitero di Cagliari, e riposano proprio accanto ai caduti inglesi e ai caduti italiani nei pressi nel sacrario militare. Tutti gli anni a Cagliari, il giorno dei morti, viene celebrata una toccante commemorazione nella quale vengono ricordati insieme tutti i caduti di guerra, sia italiani che tedeschi che inglesi. Mi piace pensare che quei caduti una volta furono nemici riposino ora uno accanto all’altro, veramente in pace, in pace tra loro. Il fatto che oggi, qui a La Maddalena, vengano ricordati tutti insieme, penso che sia un segno del profondo cambiamento dalle nostre coscienze, un senso di speranza per noi tutti, un segno della volontà, non di cancellare quello che fu, ma di superarlo, per costruire, tutti insieme, un mondo migliore di pace e di amicizia. Permettetemi di fare un particolare, speciale ringraziamento, dal profondo del cuore, anche sono passati molti, troppi anni, un ringraziamento a quei cittadini maddalenini, che con immenso spirito di generosità, umanità e altruismo, si adoperarono nel soccorso ai sopravvissuti degli aerei. Rimane impressa nella mia mente l’immagine di quell’uomo che con suo figlio trasportava a spalla i feriti, dalla carcassa infuocata dell’aereo fino alla sua casa. O di quella donna che, col suo prezioso olio, curava le ferite e avvolgeva con le sue lenzuola i poveri corpi ustionati. O ancora del signor Tonino, o di quegli uomini che la notte, a turno, vegliavano i corpi abbandonati perché non fossero dilaniati dei cani. Per loro, poco importava se davanti avevano un alleato, un amico o un nemico, si trattava solo di un uomo! A queste, e a tante altre persone delle quali le generose gesta non conosciamo, un grazie sincero!”. (5-Fine) Claudio Ronchi

Pubblicato da il 17 Dicembre 2013. Archiviato in Storia. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.