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… Ritornare alla lira

… Ritornare alla lira.

La Maddalena potrà mai uscire dalla crisi profonda che l’attanaglia se la moneta circolante in Italia continuerà ad essere l’Euro, e non si avrà il coraggio – disperato – di ritornare alla vecchia e cara Lira? È questa la domanda che, probabilmente, si è posto ciascuno dei tanti presenti alla manifestazione dal titolo, ‘E’ un economicidio’, poche settimane fa organizzata dal Movimento Disoccupati e Precari, che ha avuto come relatore Daniele Basciu, della scuola economica della Mosler Economics Modern Money Theory (ME-MMT). La triste realtà della disoccupazione in Italia e a La Maddalena è nota ma un altro dato è altrettanto significativo per comprendere come il sistema Italia sia bloccato: La capacità di risparmio delle famiglie italiane (e probabilmente maddalenine, visto che l’Isola è in Italia) negli ultimi anni della Lira era del 21% rispetto al proprio reddito, oggi, con l’Euro, si è ridotta ad appena il 4%, cioè è praticamente inesistente. L’unica preoccupazione del Governo Italiano (almeno di quello passato, di Monti, e dell’Unione Europea sembra ormai essere solo quella di ‘mettere in regola i conti’, di raggiungere il pareggio di bilancio. E per far ciò è necessario fare (far fare) più sacrifici, lavorare di più per lo stesso stipendio, pagare più tasse, avere meno servizi, meno assistenza sociale, meno tutele. Addirittura cedere democrazia, potere decisionale popolare, demandando tutto al potere tecnocratico della finanza e delle banche. Le conseguenze dell’Euro e delle politiche internazionali e nazionale per rafforzarlo, anche a La Maddalena hanno avuto la conseguenza di produrre disoccupazione e sottoccupazione, del blocco e dei ritardi dei grandi interventi del G8 scippato, della riduzione dei corsisti della Scuola Sottufficiali, della riduzione delle commesse della Marina Militare, del blocco di molti lavori pubblici a causa del patto di stabilità, della chiusura di imprese artigiane, della chiusura di negozi, di uffici e di una serie di attività del terziario, della recessione economica; tra poco, per molti, anche della fame. Un perverso meccanismo fa sì che non sia l’Italia (e gli altri Stati), che con i patti europei hanno rinunciato alla loro sovranità monetaria (e anche politica) a produrre l’Euro ma che questo venga preso in prestito dai Mercati Finanziari i quali ricevono la moneta dalla Banca Centrale Europea, per il quale vengono pagati degli interessi. Quando l’Italia restituisce i tassi di interesse ai Mercati che hanno comprato i Titoli di Stato (emessi dalla stessa Italia), preleva i soldi – attraverso le tasse che impone, sempre più salate – dall’economia reale, quella vera, dalle imprese che producono, dagli operai, dagli impiegati, dalle famiglie. Anche dai sottoccupati e disoccupati, attraverso tutte le tasse indirette rincarate e i vari balzelli, alcuni dei quali inventati di recente. In quel momento l’Italia non sta investendo questi soldi – i soldi prelevati a ciascuno di noi con le tasse – in qualcosa di produttivo e di utile ma è costretta a cederli ai mercati finanziari. Secondo la scuola economica della Mosler Economics Modern Money Theory il ritorno alla nostra moneta sovrana, alla Lira, battut autonomamente dalla Banca d’Italia, secondo le scelte politiche e monetarie di un Governo effettivamente sovrano, ci sottrarrebbe a questo processo perverso e ingiusto. A quel punto lo Stato Italiano potrebbe avere tutta la moneta che serve per iniziare politiche di sostegno e di sviluppo, e ad attuare piani che possano portare ad un ritorno dell’occupazione se non della piena occupazione. Condizio sine qua non però è che ricominci lui stesso, lo Stato Italiano sovrano, a stampare la moneta, cioè la Lira, per rimettere in moto tutta l’economia. Potenti iniezioni di finanziamenti rimetterebbero in moto i lavori pubblici, facendo lavorare le imprese, mettendo queste in condizioni di assumere, cioè dare stipendi a milioni di persone. La diminuzione della disoccupazione aumenterebbe i consumi, oggi assai contratti, chiederebbe alle imprese (fabbriche) di produrre di più, e a molte di riaprire, mettendole condizioni di assumere nuovamente lavoratori, e così via. E le cose migliorerebbero anche per La Maddalena e i maddalenini. Se non ci sono dubbi sul fatto che in questo momento si viva una situazione di grande difficoltà, dovuta soprattutto all’Euro, non sappiamo se, effettivamente, un ritorno alla Lira, fatto che comunque sarebbe traumatico, potrebbe sortire gli effetti positivi sperati, descritti dalla scuola economica della ME-MMT e dal relatore del 6 aprile Daniele Basciu. Due cose però sono certe. La prima è che in questa situazione non si può che peggiorare. La seconda certezza, che è più un’amara considerazione, è che non era questa l’Europa a suo tempo sognata da Alcide De Gasperi (democristiano) e da Altiero Spinelli (comunista). Claudio Ronchi

Pubblicato da il 11 Maggio 2013. Archiviato in Brevi. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.