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Santa Teresa Gallura è con i pastori

Riunito urgentemente ieri sera, mercoledì 13 febbraio, per trattare della crisi del settore agro-pastorale sardo, che è sfociata nell’ imponente protesta dei pastori, il consiglio comunale ha espresso sostegno al mondo pastorale e l’appoggio “alle manifestazioni di piazza e alle giuste rivendicazioni che vengono dal mondo agricolo e zootecnico”.

Il consiglio comunale teresino sostiene “non solo con le parole, ma dal punto di vista istituzionale le rivendicazioni dei pastori che vedono, nel 2019, il prezzo del latte scendere del 50% in tre annualità passando da 1,20 euro al litro agli attuali 0,60 euro al litro” e  “impegna il sindaco, la giunta e il consiglio comunale a creare un canale di dialogo con i pastori singoli e/o associati, con le organizzazioni agricole, con il sistema cooperativistico della produzione e con quello industriale. Con la riduzione del prezzo del latte del 50% rispetto al 2017 mancano dal circuito economico della Sardegna circa 228 milioni di euro, una massa di denaro enorme che manca dalla piccola economia locale delle nostre comunità”.

Il consiglio comunale tra le altre cose contenute nell’ordine del giorno approvato, “Impegna il sindaco e la Giunta Comunale a sollecitare l’attuale e la prossima Giunta Regionale ad attivare politiche pubbliche che vadano ad incidere su tutta la filiera all’interno di un quadro di obiettivi chiari e condivisi e ad attivare un’azione forte a tutela dei pastori, utilizzando anche la Sfirs, rispetto al sistema creditizio che in questa partita gioca un ruolo decisivo.Impegna il sindaco e la Giunta Comunale a sollecitare l’attuale e la prossima Giunta Regionale ad attivare ad attivare una Zona Franca Rurale rivolta soprattutto a pastori, allevatori e agricoltori con una detassazione sul modello di quella prevista per la zona franca urbana per 5/10 anni e in particolare modo rivolta alle nuove generazioni che si insediano in agricoltura”.

Un’ultima considerazione è emersa nel consiglio comunale di ieri: “Le figure del pastore, dell’allevatore, dell’agricoltore sono figure insostituibili, in Sardegna, dal punto di vista sociale, economico, inseditivo, storico e culturale. Non è certamente un’esagerazione affermare che senza pastori, semplicemente, non esiste la Sardegna”.

Pubblicato da il 14 Febbraio 2019. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.