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Santa Teresa Gallura. Mozione Taras su “Sa die de sa Sardigna”. La minoranza: “se questa ricorrenza è sinonimo di indipendentismo noi non ci stiamo”

(di Claudio Ronchi) – Il consiglio comunale litiga sulla storia, in particolare su Sa die de sa Sardigna, ovvero sulla festa del popolo sardo che il 28 aprile del 1794 cacciò i piemontesi. Ci litiga perché la minoranza, in un documento presentato dall’assessora Stefania Taras (nella foto), ha intravisto contenuti che potrebbero apparire “indipendentisti”, dai quali si è dissociata esprimendo voto contrario. Ma andiamo con ordine. Nella seduta di Consiglio Comunale del 3 maggio scorso l’assessora Stefania Taras ha presentato una mozione, approvata dalla sola maggioranza, con la quale il consiglio si impegna, alla prima occasione utile, a ricordare e discutere degli eventi storici delle “triennio rivoluzionario sardo” e delle motivazioni per le quali, una legge regionale celebra “Sa die de sa Sardigna”, la festa del popolo sardo che ricorda, il 28 aprile di ogni anno, la cacciata dei piemontesi della città di Cagliari e dal resto della Sardegna, avvenuta appunto il 28 aprile 1794. In particolare il consiglio comunale si impegna a celebrare “Sa die de sa Sardigna” anche nel comune di Santa Teresa Gallura (Lungoni), “promuovendo un’iniziativa utile volta a fare memoria degli eventi rivoluzionari degli anni 1794-96, coinvolgendo le scuole, le associazioni culturali cittadini tutti”.

Nella mozione si legge che “pur in un quadro storico e politico profondamente cambiato rispetto a quello in cui maturarono gli eventi del “ triennio rivoluzionario sardo” sia vivo ancora oggi il bisogno e il desiderio di affermare il potere di autogoverno dei sardi”; Si riconosce che “questo potere è stato in parte concesso dallo Stato italiano e acquisito dai sardi con lo Statuto Speciale per la Sardegna, emanato con la legge costituzionale n. 3del 26 febbraio 1948, nell’ambito della nascita della Repubblica italiana”. La mozione afferma inoltre che “la realizzazione di questo potere è ancora parziale e che continuamente si frappongono ostacoli sia al pieno compimento dello Statuto sia al passaggio a più forti e complete forme di autogoverno dei sardi”.

A tali affermazioni Angela Antona, Domenico Azara, Maurizio Muntoni e Nadia Matta hanno opposto che il consiglio comunale non abbia “gli strumenti idonei per valutare situazioni storiche che sono appannaggio di studiosi e ricercatori e che non possono essere oggetto di strumentalizzazioni da una parte politica che aderisce alla cosiddetta ‘Corona de Logu’, ossia all’assemblea degli amministratori locali esclusivamente indipendentisti. O dall’avanzamento o ancora meglio dalla sottoscrizione di quest’adesione dobbiamo dedurre che l’amministrazione di Santa Teresa si dichiara indipendentista? Dunque, se questa ricorrenza è sinonimo di indipendentismo noi non ci stiamo”.

Pubblicato da il 9 Maggio 2019. Archiviato in Attualità,News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.