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Veltroni: La crisi? Occorre un New Deal

Veltroni: La crisi? Occorre un New Deal.

Se non ci fossero stati gli iscritti dell’Ute e dell’Associazione Festinalente, i ragazzi di Reazione Giovanile e poche decine di altre persone, tra le quali l’ex parlamentare Mario Birardi, il sindaco Angelo Comiti e alcuni componenti la giunta, la segretaria del circolo locale PD Veronica Corso, la presenza a La Maddalena di uno dei leader nazionali del Partito Democratico, Walter Veltroni, sarebbe stata poco più di un flop. Peccato, non solo per gli iscritti e i simpatizzanti del suo partito ma un po’ per tutti gli assenti. Dai grandi personaggi contemporanei infatti, e Veltroni è uno di questi (si sia o meno del suo partito), c’è sempre da imparare qualcosa, sanno sempre trasmettere qualcosa di positivo, esprimere concetti ed elaborare ragionamenti che, sentiti dal ‘vivo’, hanno ben altra portata che ascoltati in tv o via internet. Sebbene fosse giunto per la prima volta nell’Arcipelago per presentare il suo ultimo libro ‘L’isola e le rose’, del quale hanno ben parlato il 27 settembre scorso all’ Hotel Le Nereidi, Giovanna Sotgiu, Marina Spinetti e il deputato Caterina Pes, il Walter nazionale ha accennato a cosa sia la politica, slegandosi dal contingente grigio quotidiano, dalle politiche lacrime e sangue di Monti e da quanto provoca nausea in più di un italiano. Per lui, per il Walter nazionale, la politica, quella che interessa i cittadini, è riflettere e capire ad esempio “su come si esce dalla situazione nella quale siamo, non solo l’attuale situazione politico-sociale ma anche umana. Tutti noi” ha affermato, “siamo in una situazione di profonda inquietudine e angoscia. Sentiamo che c’è bisogno di immaginare qualcosa di diverso, di un’utopia intesa nel senso razionale, pieno e compiuto, del termine. Un’utopia praticabile, della quale sento tanto più il bisogno nel tempo che viviamo”. Ma quale utopia auspica Veltroni? “Utopie liberali e democratiche!”, quelle che in passato hanno cambiato il mondo, cioè “fare delle cose che nel momento in cui si pensano sono inimmaginabili”. Mandela, mentre languiva in carcere da decenni poteva immaginare che sarebbe diventato il presidente del Sud Africa? E Martin Luther King, poco prima di essere assassinato da un razzista, poteva prevedere che un nero sarebbe andato alla Casa Bianca? “Eppure sono utopie che hanno cambiato il mondo! Sempre utopie! Liberali e democratiche”. Viviamo attualmente in una condizione della quale non si vede l’uscita, che ci attanaglia, ha sottolineato Walter Veltroni. “Una crisi che le nostre generazioni non hanno mai conosciuto, che si chiama recessione. La recessione è la più brutta bestia con la quale una democrazia possa avere a che fare. Essa muta i paradigmi sociali, il modo di pensare, accende spinte populistiche, determina bisogno di soluzioni semplificate. Ma è proprio in momenti così che bisogna avere la capacità di inventare un’utopia praticabile. La mia opinione” ha proseguito l’ex segretario PD “è che  questa  non sia  una congiuntura negativa passeggera. Dovremo invece vivere in un altro modo, e forse organizzarci socialmente in un altro modo. E forse riscoprire il significato di parole che nel corso degli anni beoti abbiamo cancellato, per esempio la parola ‘comunità’, o la parola ‘solidarietà’, o le parole ‘memoria’. Siamo in un tempo drammatico, nel quale non bastano le frasi fatte, gli slogan, le promesse populistiche, ha sottolineato. “E ne usciremo solo con un’utopia praticabile paragonabile al New Deal”. Il New Deal (nuovo corso) di cui ha parlato Veltroni è stato quel piano di riforme economiche e sociali che, fra il 1933 ed il 1937, furono promosse dal presidente americano Franklin Delano Rooseveltper risollevare gli Usa dalla grande depressione che l’aveva travolto a partire dal 1929. Lì, ottant’anni fa, funzionò. Per realizzarlo però, ha affermato Veltroni “abbiamo bisogno di riattivare nella società delle energie civili, culturali e politiche, che siano finalizzate a creare un nuovo equilibrio, che probabilmente deve essere anche il prodotto della ridiscussione dei nostri livelli di vita”.  Claudio Ronchi

Pubblicato da il 14 Novembre 2012. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.