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Visita Pastorale. “Non trasmettiamo di noi un’immagine sbagliata, stantia, statica, stanca!”.

Visita Pastorale. “Non trasmettiamo di noi un’immagine sbagliata, stantia, statica, stanca!”.

La Maddalena. Non erano numerosi i componenti dei gruppi e delle associazioni parrocchiali di Santa Maria Maddalena, la notte di giovedì 25 ottobre, all’incontro col vescovo. Pochi rispetto alla lunga elencazione delle aggregazioni, parte delle quali, evidentemente, più sulla carta che realmente attive. Del resto spesso accade che ciascun fedele aderisca a più gruppi o associazioni, a volte anche a 4 o a 5, ondepercui …Altro motivo ancora è probabilmente dato dal fatto che la media dei fedeli attivi sia anziana d’età, e quindi poco propensa alle uscite notturne, sebbene per incontrare il vescovo. E sono stati pochi anche i presenti che hanno preso la parola. Il vescovo al termine della serata ha sottolineato come sia venuta fuori dai vari incontri avuti fini a quale momento “ una realtà, come normale che sia, chiaroscurale, dove ci sono delle luci e dove ci sono delle ombre. Nei miei interventi sto insistendo molto sul non fermarsi solo sulle ombre, che sono più facilmente percepibili. Se ci fermiamo solo guardare queste ci deprimiamo, e anziché andar avanti torniamo indietro. La comunità maddalenina ha delle risorse straordinarie. È vero che la comunità cristiana, la comunità credente, quelli che frequentano abitualmente la Chiesa, sono prevalentemente persone di una certa età però io sto anche verificando che dove si riesce a trovare la chiave giusta si riescono anche ad avvicinare fasce di età più giovani”. Riferendosi alla massiccia presenza di giovani poche ore prima al Primo Longobardo per lo spettacolo a lui dedicato, con giovani ballerini, cantanti, attori, atleti ha proseguito dicendo essere stata “una serata eccezionale! Se noi avessimo la pretesa di dire, questo pomeriggio abbiamo avvicinato cinquecento persone e domani le ritroviamo tutte in chiesa, no non sarebbe così! Però anche stasera noi abbiamo sperimentato che possiamo avere in mano delle chiavi per iniziare un dialogo, per iniziare un riavvicinamento con un mondo che è di una varietà e di una ricchezza di proposte e di contenuti davvero straordinari. Cosa dobbiamo fare come comunità credente?” si è ed ha domandato mons. Sanguinetti. “Bisogna cominciare ad usare le chiavi giuste per poter avviare un riavvicinamento e, in questi giorni io credo che qualcosa si sia smosso, grazie quello che voi avete organizzato, in settori che magari non si riusciva ad avvicinare.  Ci si è dati da fare in tanti e si è creata una mobilitazione, che ci ha lasciato stupiti. Dobbiamo continuare su questa strada, ritorno a dire che se troviamo la chiave giusta è possibile riallacciare un possibile dialogo”. Da questa Visita Pastorale ha proseguito il vescovo credo che si possa trarre l’indicazione che dobbiamo ricominciare. “Non avremmo le chiese piene, né domani e neppure forse dopodomani, però incominciamo … Ma dobbiamo crederci noi, come comunità cristiana, non dobbiamo rassegnarci, non possiamo essere comunità rassegnata. Bisogna saper usare un linguaggio che i giovani possono capire, questa comunità ha tutti i mezzi, gli strumenti, per utilizzare il linguaggio che può essere adatto ai giovani. È un problema di linguaggio, è un problema di immagine. Non trasmettiamo di noi Chiesa, un’immagine sbagliata, un’immagine stantia, un’immagine statica, un’immagine stanca”. Il vescovo ha raccomandato a tutti i praticanti presenti “più fede, più fede autentica, più Dio, ma non un Dio solo di facciata, ma un Dio che scenda nell’intimo di ciascuno di noi, un Dio che trasformi la nostra vita e che rindia alla vita della comunità credente nuovo vigore, nuovo smalto, nuovo entusiasmo. E poi più Chiesa. Noi dobbiamo uscire dai nostri egoismi. C’è l’Io personale e c’è l’Io del piccolo gruppo. Oltre al gruppo associativo o il piccolo gruppo parrocchiale, aprire l’Io del piccolo gruppo all’Io più grande della Chiesa Parrocchia, chiesa Diocesi e Chiesa Universale. La  ‘serata’ col vescovo era stata aperta dal coro del Bambino Gesù diretto don Albert Guevara (nella foto), e dallo stesso bravo coro è stata conclusa. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 26 Novembre 2012. Archiviato in Attualità. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.