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Zonca-Giunta, verso la rottura

Maria Pia Zonca

Maria Pia Zonca

“Non è facile amministrare, soprattutto ai tempi d’oggi, ma questo non giustifica la disorganizzazione, l’assenza di programmazione e la mancanza di coinvolgimento di coloro i quali sono stati chiamati dai cittadini a rappresentarli e a governarli”. La frase, a scriverla, non è stato un consigliere d’opposizione ma un assessore, Maria Pia Zonca, nei confronti della giunta comunale della quale fa parte. “Disorganizzazione”, “assenza di programmazione”, “mancanza di coinvolgimento”. Parole pesanti, giudizi pesanti, che difficilmente non potranno non avere ripercussioni serie nel già incrinato e sofferto rapporto tra l’assessore Zonca, il sindaco e il colleghi della maggioranza. Qui infatti non si tratta opinioni differenti, di posizioni diverse come in passato la Zonca ha avuto, su alcuni argomenti, ma un giudizio negativamente netto sull’operato dell’Amministrazione Comunale. Ci si domanda a questo punto se questa “sfiducia” manifestata pubblicamente dalla Zonca sarà “ignorata” dal sindaco Comiti che, alla Zonca, a suo tempo, la delega assessoriale conferì, come ci si domanda pure se l’assessore Zonca, pensate e dette queste cose, possa voglia continuare, lei, a far parte, come ha scritto, di un’Amministrazione disorganizza, senza programmazione e che non la coinvolge quale componente della stessa. Il giudizio politico-amministrativo della Zonca sulla Giunta è contenuto in un comunicato stampa di risposta alle recenti critiche mossele dall’assessore Gallinaro, per essersi astenuta sulla delibera Tari e per la non partecipazione al voto sull’Imu. “Per ciò che attiene la delibera Tari” gli risponde Maria Pia Zonca, “è vero che il costo dello smaltimento dei rifiuti al Cipnes è aumentato, ma è anche vero che per i cittadini virtuosi non c’è stato alcuno sgravio. Differenziare i rifiuti è sicuramente una buona pratica, ma comporta dei sacrifici soprattutto per chi non ha spazi adeguati, eppure i maddalenini, che hanno dimostrato di essere attenti nel conferimento, non avranno ricadute positive per le loro tasche”. “Affermare, poi,” prosegue l’assessore “che l’aumento delle tasse, o meglio, dell’Imu, è stato deciso per mantenere i servizi forniti dall’Assessorato ai Servizi Sociali è scorretto perché, insieme a tutti quei finanziamenti che abbiamo grazie a leggi speciali, che sono destinati per chi è affetto da determinate patologie, il resto dei servizi sono finanziati per una minima parte dalle quote versate dall’utenza e per l’altra buona parte dal Fondo Unico, cioè da quei soldi che la Regione Sardegna ogni anno assegna ai Comuni”. Claudio Ronchi

Pubblicato da il 7 Ottobre 2014. Archiviato in News. Segui tutte le risposte a questo articolo tramite il link a RSS 2.0.